Cina, bilancia commerciale 2023: esportazioni in calo, è la prima volta dal 2016
Resi noti in Cina i dati relativi alla bilancia commerciale dell’intero anno 2023, che hanno messo in evidenza la prima flessione delle esportazioni, su base annua, in sette anni.
Le esportazioni sono scese del 4,6%, soffrendo di fatto il primo calo su base annua dalla flessione pari a -7,7% del 2016.
Giù anche le importazioni, in ribasso del 5,5%. Il calo in questo caso è stato il primo dal 2020, anno d’inizio della pandemia Covid-19.
Nel solo mese di dicembre, invece, le esportazioni cinesi sono aumentate su base annua del 2,3% (valutate in dollari Usa), più del rialzo dell’1,7% atteso dagli analisti, mentre le importazioni sono salite su base annua dello 0,2%, a un ritmo lievemente inferiore rispetto al +0,3% stimato.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.