Generali: AM Best conferma il rating FSR ad ‘A’. L’outlook
Assicurazioni Generali ha reso noto che AM Best ha confermato il rating sulla sua solidità finanziaria (Financial Strength Rating – FSR) a ‘A’ (Eccellente) e il suo rating di credito a lungo termine (Long-Term ICR) a ‘a+’, con outlook stabile.
“I giudizi – si legge nella nota del Leone di Trieste – riflettono il forte risultato operativo di Generali, guidata dalla solida performance tecnica. L’ottimo profilo di business del Gruppo è supportato da posizioni di leadership nei mercati di riferimento”.
“Generali – ricorda il colosso assicurativo italiano – dispone di una solida presenza geografica, rafforzata da un eccellente accesso ai mercati grazie alla sua rete proprietaria e alla strategia di distribuzione multicanale”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.