Banca Mondiale: crescita economica Africa rallenta
La crescita economica dell’Africa sta subendo un rallentamento, con Sud Africa e Nigeria, le forze trainanti regionali, che contribuiscono a questo declino. Questo, insieme a costi del debito paralizzanti e a una recente ondata di colpi di stato, aggiunge ulteriori ostacoli. Secondo il report Africa Pulse, una previsione semestrale per la regione dalla Banca Mondiale, la crescita economica nell’Africa sub-sahariana dovrebbe rallentare al 2,5% quest’anno, rispetto al 3,6% del 2022.
In termini pro capite, le prospettive sono ancora peggiori. “Si prevede che la regione subirà una contrazione annuale media pro capite dello 0,1% nel periodo 2015-2025, segnando così un decennio perduto di crescita”, ha avvertito la Banca Mondiale nel rapporto, delineando un quadro oscuro per i decisori politici nel creare posti di lavoro e migliorare i mezzi di sussistenza.
Un problema chiave è stata la sottoperformance delle due economie più grandi della regione, secondo l’istituto con sede a Washington, che insieme al Fondo Monetario Internazionale terrà la sua prima riunione annuale in Africa per i 50 anni a Marrakech, in Marocco, la prossima settimana. Si prevede che la crescita del Sud Africa scenda allo 0,5% nel 2023, frenata da interruzioni di energia e colli di bottiglia infrastrutturali che danneggiano le esportazioni. L’economia della Nigeria dovrebbe espandersi del 2,9%.
La banca ha dichiarato che i tentativi di rovesciare i governi sono diventati più comuni, a seguito di una serie di colpi di stato in Africa occidentale, e che l’estremismo violento nel Sahel “porta i semi del contagio”. L’Africa deve anche affrontare il fardello del debito che pesa sulle finanze pubbliche in un contesto di aumento dei tassi di interesse globali.
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Il rallentamento della spesa dei consumatori e degli investimenti in Cina ha raggiunto livelli mai visti dalla pandemia, con un calo delle vendite al dettaglio dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Nonostante una crescita nella produzione industriale del 4,5%, trainata dalle esportazioni e dai settori tecnologici, la debole domanda interna minaccia un ulteriore rallentamento economico.
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