Regno Unito: crescita inflazione rallenta in modo significativo a giugno, core fa dietrofront da record 31 anni di maggio
La crescita dell’inflazione rallenta anche nel Regno Unito.
Nel mese di giugno, l’inflazione UK misurata dall’indice CPI (indice dei prezzi al consumo) è salita su base annua del 7,9%, decisamente al di sotto rispetto al +8,2% atteso dal consensus degli analisti intervistati da Reuters, e molto al di sotto anche rispetto al +8,7% di maggio.
Su base mensile, il trend dell’inflazione headline è stato di un rialzo dello 0,1%, al di sotto del +0,4% previsto dal consensus.
L’inflazione core del Regno Unito – che esclude le componenti più volatili, rappresentate dai prezzi dei beni energetici, alimentari e tabacco – è avanzata invece su base annua del 6,9%, sempre molto alta, ma in calo rispetto al record degli ultimi 31 anni testato a maggio, quando era volata del 7,1%.
Il rapporto sterlina-dollaro GBP-USD è in calo dello 0,5% a 1,2965 dagli 1,3030 precedenti la pubblicazione dei numeri relativi all’inflazione UK.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.