M&A: possibile fusione di Borouge e Borealis
Abu Dhabi National Oil e l’austriaca OMV stanno esplorando la possibilità di combinare Borouge e Borealis, in un’operazione di M&A che porterebbe alla creazione di una società specializzata in prodotti chimici e plastici dal valore di oltre $30 miliardi. Lo riporta Bloomberg, citando fonti a conoscenza della situazione.
Le parti interessate stanno discutendo la valutazione potenziale e la struttura proprietaria della nuova società risultante dalla fusione. Nei prossimi mesi dovrebbero delineare le linee guida per l’avvio formale dei negoziati. Tuttavia, queste discussioni sono state intermittenti negli ultimi mesi e potrebbero ancora subire ritardi o non concludersi.
Borealis, con sede a Vienna, è posseduta al 75% da OMV, mentre il resto è detenuto dalla Abu Dhabi National Oil. Borouge, quotata ad Abu Dhabi, è una partnership tra Adnoc e Borealis ed ha un valore di mercato di circa $22 miliardi. Le due parti stanno discutendo una possibile valutazione di Borealis di circa $10 miliardi, compresa la sua quota in Borouge.
Breaking news
Le borse cinesi aprono la settimana in negativo, seguendo il trend delle altre piazze asiatiche, dopo le tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e i dati sul mercato del lavoro USA che influenzano i tassi di interesse. L’indice Hang Seng di Hong Kong perde l’1,22%, mentre Shanghai e Shenzhen registrano cali ancora più significativi.
NVIDIA ha annunciato una partnership pluriennale con SK hynix volta a promuovere memorie di nuova generazione per infrastrutture globali di intelligenza artificiale. L’accordo mira ad accelerare la progettazione e produzione di semiconduttori, sostenendo la crescita delle fabbriche di IA e l’espansione delle infrastrutture IA in tutto il mondo.
La Borsa di Tokyo e quella di Seul hanno subito significative perdite all’inizio della settimana a causa delle tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e delle prese di profitto nel settore tecnologico e AI. L’indice Nikkei ha chiuso in calo del 3,85%, mentre il Kospi di Seul è sceso dell’8,29%.
Le tensioni tra Iran e Israele hanno portato a un aumento significativo del prezzo del petrolio, mettendo a rischio un fragile cessate il fuoco in Medio Oriente. I colloqui di pace sono in stallo, mentre le azioni militari continuano a intensificarsi.