Tassi di interesse: aumento preoccupa 7 italiani su 10
Un recente report di Area Studi Legacoop e Ipsos rivela che il 69% degli italiani è molto o abbastanza preoccupato per l’aumento dei tassi di interesse. La preoccupazione è maggiore nel ceto popolare (79%), mentre il 25% della popolazione esprime una preoccupazione contenuta (35% nel ceto medio e tra gli over 65). Solo il 7% non si pronuncia sull’argomento.
L’aumento dei tassi di interesse ha portato molti italiani a dover rinunciare ad acquisti importanti, come mobili o auto nuove, poiché il costo del credito è diventato troppo oneroso. In particolare, circa la metà della popolazione ritiene che la politica adottata dalla BCE per frenare l’inflazione sia sbagliata.
La politica adottata dalla BCE per contenere l’inflazione è giudicata negativamente dal 49% degli italiani (65% del ceto popolare). Al contrario, il 23% la ritiene giusta (31% nel ceto medio). Tuttavia, un’ampia percentuale (28%) non è in grado di esprimere un’opinione precisa sull’argomento.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.