JPMorgan Chase riduce personale First Republic: mille dipendenti a rischio
JPMorgan Chase ha deciso di tagliare circa mille posti di lavoro presso First Republic, la banca californiana recentemente salvata dall’istituto finanziario di New York. Secondo quanto riporta Ft, i tagli riguardano diverse attività di First Republic e corrispondono a circa il 15% dei suoi 7mila dipendenti.
I lavoratori interessati dai tagli sono stati informati giovedì da JPMorgan che non avrebbero ricevuto un’offerta di trasferimento presso la società controllante. Questa decisione rappresenta un duro colpo per i dipendenti di First Republic, che hanno già vissuto due mesi difficili a causa della situazione finanziaria della banca.
Il salvataggio di First Republic, avvenuto all’inizio del mese, è stato un’operazione frettolosa e necessaria per scongiurare ulteriori problemi finanziari. Tuttavia, le conseguenze di questa azione si ripercuotono ora sui dipendenti della banca californiana, che si trovano a dover affrontare il rischio di perdere il proprio posto di lavoro in un momento già difficile.
Breaking news
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.