Kering scivola in Borsa: ispezioni negli spazi italiani di Gucci
Kering è di nuovo al centro dell’attenzione. Mentre si avvicina la data di pubblicazione dei ricavi del gruppo, guidato dalla famiglia Pinault (prevista per il 25 aprile), è stata rivelata la notizia che un’ispezione è in corso negli uffici italiani di Gucci, il marchio di punta di Kering. L’annuncio è stato fatto dalla stessa Kering nella serata di ieri, sottolineando che il gruppo sta collaborando con le autorità. I titoli Kering alla Borsa di Parigi registrano un calo dello 0,45% (a quota 569,4 euro), dopo aver toccato un ribasso superiore all’1%. I rivali Lvmh e Hermes, invece, mostrano un trend positivo.
La Commissione europea ha comunicato martedì di aver effettuato ispezioni senza preavviso presso gli uffici di diverse aziende del settore moda, sospettate di coinvolgimento in un cartello.
Breaking news
Nel mese di giugno, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) negli Stati Uniti, esclusi cibo ed energia, è rimasto invariato rispetto al mese precedente, mentre l’indice generale è sceso dello 0,4%. Le stime mediane prevedevano un leggero aumento. I rendimenti sono scesi e i futures dell’S&P 500 sono aumentati in risposta ai dati del CPI inferiori alle attese. Il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha ribadito la sua posizione contro l’inflazione persistente.
Focus su inflazione Usa, attesa in rallentamento a giugno, e testimonianza alla Camera del presidente Fed Warsh. Al via trimestrali Usa
Il petrolio Brent ha superato gli 85 dollari al barile per la prima volta in un mese, in seguito alla decisione del Presidente USA Donald Trump di reimporre un blocco sulle navi iraniane nello Stretto di Hormuz. Questa mossa ha acceso timori sulle forniture globali, portando il petrolio ai massimi livelli mensili.
Le esportazioni e importazioni cinesi hanno superato le aspettative a giugno, spinte dalla crescente domanda globale di semiconduttori e hardware per data center AI. Le esportazioni sono aumentate del 27%, mentre le importazioni sono cresciute del 36%, portando a un surplus commerciale di 125,6 miliardi di dollari.