Petrolio in aumento grazie a tagli OPEC+ e scorte USA in calo
Il prezzo del petrolio è aumentato oggi, dirigendosi verso il terzo guadagno settimanale consecutivo, principalmente grazie agli ulteriori tagli alla produzione previsti dall’OPEC+ e al calo delle scorte petrolifere statunitensi. Questi fattori hanno attenuato i timori riguardo la crescita economica globale.
Brent e greggio statunitense hanno entrambi registrato un incremento di oltre il 6% durante questa settimana, in seguito all’impegno dell’OPEC e dei suoi alleati, tra cui la Russia (gruppo noto come OPEC+), di ridurre la produzione petrolifera in maniera sorprendente. Tuttavia, i guadagni di giovedì sono stati limitati dai deboli dati economici statunitensi, che hanno sollevato preoccupazioni sulla crescita economica. Il Brent è salito dello 0,4% a $85,30 al barile, mentre il greggio statunitense West Texas Intermediate ha guadagnato lo 0,4% a $80,93. Venerdì non sono previsti scambi a causa della festività del Venerdì Santo.
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Focus su inflazione Usa, attesa in rallentamento a giugno, e testimonianza alla Camera del presidente Fed Warsh. Al via trimestrali Usa
Il petrolio Brent ha superato gli 85 dollari al barile per la prima volta in un mese, in seguito alla decisione del Presidente USA Donald Trump di reimporre un blocco sulle navi iraniane nello Stretto di Hormuz. Questa mossa ha acceso timori sulle forniture globali, portando il petrolio ai massimi livelli mensili.
Le esportazioni e importazioni cinesi hanno superato le aspettative a giugno, spinte dalla crescente domanda globale di semiconduttori e hardware per data center AI. Le esportazioni sono aumentate del 27%, mentre le importazioni sono cresciute del 36%, portando a un surplus commerciale di 125,6 miliardi di dollari.
Apertura all’insegna dei ribassi per Wall Street, condizionata dal comparto dei semiconduttori, che si adegua al trend negativo dei concorrenti internazionali