Siria, guerra per procura si allarga: Israele bombarda aeroporto Damasco
Anche Israele, dotato di uno degli eserciti più muniti e potenti al mondo, è entrato ufficialmente in guerra in Siria e lo ha fatto sfidando il governo di Bashar al-Assad. Israele ha bombardato l’aeroporto militare di Mezzeh, situato a ovest di Damasco, secondo quanto riferito dal comando dell’esercito siriano, che accusa Tel Aviv di sostenere gruppi legati al terrorismo. Il riferimento è alle forze ribelli anti governative.
La Siria ha avvertito che non starà a guardare senza rispondere, e che il regime di al-Assad, alleato di Russia e Iran, prepara una rappresaglia contro quello che definisce un attacco “flagrante” di Israele alla sua base militare. L’area è stata bombardata dai caccia di Israele almeno otto volte nella notte e alcune delle esplosioni sono state filmate e rilanciate sui social media.
Breaking news
Le borse cinesi aprono la settimana in negativo, seguendo il trend delle altre piazze asiatiche, dopo le tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e i dati sul mercato del lavoro USA che influenzano i tassi di interesse. L’indice Hang Seng di Hong Kong perde l’1,22%, mentre Shanghai e Shenzhen registrano cali ancora più significativi.
NVIDIA ha annunciato una partnership pluriennale con SK hynix volta a promuovere memorie di nuova generazione per infrastrutture globali di intelligenza artificiale. L’accordo mira ad accelerare la progettazione e produzione di semiconduttori, sostenendo la crescita delle fabbriche di IA e l’espansione delle infrastrutture IA in tutto il mondo.
La Borsa di Tokyo e quella di Seul hanno subito significative perdite all’inizio della settimana a causa delle tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e delle prese di profitto nel settore tecnologico e AI. L’indice Nikkei ha chiuso in calo del 3,85%, mentre il Kospi di Seul è sceso dell’8,29%.
Le tensioni tra Iran e Israele hanno portato a un aumento significativo del prezzo del petrolio, mettendo a rischio un fragile cessate il fuoco in Medio Oriente. I colloqui di pace sono in stallo, mentre le azioni militari continuano a intensificarsi.