Mediobanca, record di ricavi. E punta al 100% di Cairn Capital

5 agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Mediobanca ha chiuso l’esercizio 2014-2015 riportando un utile netto di gruppo a 590 milioni, in rialzo del 27% rispetto all’esercizio precedente. Record dei ricavi, che per la prima volta nella storia hanno superato i 2 miliardi di euro (2,04 mld), salendo del 12,4% su base annua.

Alla crescita hanno contribuito, stando a quanto riporta il comunicato di Piazzetta Cuccia, tutte le componenti bancarie: margine di interesse (+5% a 1,143 mliliardi), commissioni (+11% a 472 milioni) e proventi da tesoreria (a 207 milioni). Tali fattori hanno compensato il minor contributo di Generali (sceso da 261 a 224 milioni).

Ai soci verrà proposta la distribuzione di un dividendo di 0,25 euro per azione, in deciso aumento rispetto agli 0,15 euro dell’esercizio precedente (+67%). Il Roe è cresciuto inoltre al 7,3%.

Contestualmente alla pubblicazione del bilancio, Mediobanca ha emesso un comunicato annunciando il controllo del 51% di Cairn Capital, società londinese di asset management ed advisory specializzata nel credito.

L’accordo di partnership strategica raggiunto prevede che Mediobanca acquisisca il 51% del capitale di Cairn Capital al closing, principalmente dagli azionisti finanziari tra cui The Royal Bank of Scotland che uscirà completamente dal capitale. Mediobanca avrà l’opzione di acquisire il rimanente 49%, in larga parte in capo al management, a partire dal terzo anno.

“Questa operazione – ha commentato l’amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel – conferma il nostro focus strategico nel costruire una piattaforma di asset management con interessanti prospettive di ritorno sul capitale e rappresenta un ulteriore passo nello sviluppo internazionale di Mediobanca.Cairn Capital è un eccellente società, con un management di primo livello e grande complementarietà strategica con Mediobanca. Il credito rappresenta per noi un asset class molto interessante con importanti sinergie di business con la nostra attività Cib”.non pensa di rivedere il proprio piano industriale 2014-2016 prima della sua scadenza. Lo ha detto l’amministratore delegato dell’istituto, Alberto Nagel, in un briefing telefonico con la stampa sui risultati dell’esercizio 2014-2015.

Sempre Nagel ha affermato che non ci sono piani per rivedere il piano industriale 2014-2016.

“Non riteniamo di rivedere il piano prima della scadenza”. D’altronde, “ci sono un tema di mercato e di sfondo economico finanziario e un tema anche regolamentare che rendono le previsioni meno facili”.

“Come per tutti i gruppi in cui c’è una parte importante di attività di banca d’affari, soggetta quindi alla volatilità dei mercati è già complicato e non sempre così attendibile fare previsioni annuali o semestrali puntuali. La volatilità e le oscillazioni dei mercati che in questi trimestri sono state anche importanti non rendono l’esercizio nè facile nè attendibile. Preferiamo dare trend di lungo periodo sui quali ci muoviamo, sapendo che non stiamo lavorando ad una banca che deve dare un risultato annuale ma che deve produrre una redditività sostenibile nel medio termine”.

“Ci sono poi alcune variabili che incidono sull’attività bancaria che in particolare hanno a che fare con la regulation”, ha continuato Nagel affermando che “anche su quello bisogna tenere l’occhio vigile perchè alcune attività che nel passato avevano maggior appeal lo hanno oggi molto minore e viceversa, perchè il capitale allocato e il trattamento regolamentare che se ne dà è diverso”.

Su banca Esperia, controllata pariteticamente da Mediobanca e da Mediolanum, Nagel ha detto che riuscire a ottenere una proprietà unica “sarebbe ottimale per Banca Esperia”, dato che il settore del private banking registra cost income piuttosto elevati e un’unica proprietà potrebbe portare utili sinergie.

“Siamo un candidato alla proprietà unica, non siamo l’unico. Continuiamo a discutere con l’altro azionista e se possibile troveremo a un’accordo, che deve comunque essere basato su un’intesa e dei valori condivisibili. Ripeto: l’obiettivo è una proprietà unica. Noi siamo un candidato, non siamo l’unico.
Vedremo nei prossimi mesi se è possibile concludere una transazione”.

Riguardo alla possibilità di cedere la partecipazione del 9,5% circa in Italmobiliare, la holding della famiglia Pesenti che ha raggiunto nei giorni scorsi un accordo con i tedeschi del gruppo Heidelberg Cement per cedere loro la maggioranza di Italcementi: “La vendita non è per noi una priorità, nè come ammontare nè come motivazione. Potrebbe invece essere viceversa interessante partecipare al futuro sviluppo di Italmobiliare. Vedremo insieme quali saranno le opportunità. Oggi non c’è nessun tipo di accordo o di orientamento in un senso o nell’altro”.

“Italmobiliare non è stata mai tra le nostre partecipazioni in dismissione, così come anche Atlantia. Vedremo con Carlo Pesenti quale sarà il volto che vorrà disegnare per la nuova Italmobiliare sapendo che avrà un portafoglio e un Nav più interessante perchè è ha concluso l’operazione a valori molto interessanti”.

Il titolo Mediobanca reagisce alle notizie con un guadagno superiore a +2%, attestandosi a quota 9,965 euro, alle 10.25 ora italiana. (Lna)

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