Gap tra ricchi e poveri enorme se si considera evasione fiscale

19 giugno 2017, di Mariangela Tessa

Il divario tra ricchi e poveri è più ampia di quanto pensiamo. E’ quanto sottolinea uno studio condotto da tre economisti, Alstadsæter Annette, Niels Johannesen e Gabriel Zucman, che parte dal presupposto che tutte le ricerche sul gap tra ricchi e poveri prendono in considerazione solo i solidi dichiarati al fisco.

In realtà, alla luce dei recenti fughe di documenti da paradisi fiscali, vedi per esempio lo scandalo dei Panama Papers, il divario assume proporzioni molto più ampie. I tre economisti, utilizzando una montagna leaks provenienti non solo dai Panama Papers, ma anche dallo scandalo sulle evasioni fiscali dei clienti Hsbc, e da altri documenti ottenuti in Scandinavia hanno dimostrato che solo in Scandinavia, lo 0,01% degli abitanti di Norvegia, Svezia e Danimarca, evade in media il 30% delle tasse dovute allo stato contro il 3% della popolazione totale.

Nel dettaglio, in Norvegia, paese di cui gli economisti dispongono maggiori informazioni, i super-ricchi, vale a dire lo 0,1 per cento della piramide della ricchezza, ha un patrimonio il 30 per cento superiore alle stime ufficiali, ovvero prima di prendere in considerazione le loro ricchezze nascoste nei paradisi fiscali. Questo significa in realtà che possiedono il 10 per cento di tutta la ricchezza del paese, non l’8 per cento come dicono i numeri ufficiali.

Alla luce di queste considerazioni, gli autori affermano che la scala di evasione fiscale rischia di essere ancora peggiore in molti altri paesi che hanno regole meno stringenti di trasparenza fiscale.

 

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