WALL STREET VOLATILE, FUSIONI DA GUINNESS

20 Novembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Gli indici azionari americani hanno archiviato la seduta contrastati. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.21% a 12316, l’S&P500 lo 0.05% a 1400, il Nasdaq e’ avanzato dello 0.28% a 2452. Le numerose notizie di fusioni ed acquisizioni societarie non sono state sufficienti per estendere la recente serie di rialzi. Secondo alcuni operatori pero’ l’ondata kolossal di “merger and acquisitions” (in totale $65.3 miliardi) ad opera soprattutto di fondi molto aggressivi di private equity potrebbe significare che le valutazioni a Wall Street sono ancora basse. Oppure, che l’anno prossimo potrebbero crescere ulteriormente.

L’altro lato della medaglia e’ che continua a manifestarsi una sensazione piu’ o meno diffusa di ipercomprato per l’incessante crescita degli indici americani (rimangono sui massimi di 6 anni e mezzo) motivo per cui alcuni operatori hanno preferito intascare parte dei profitti. Ma al tempo stesso emerge il desiderio di molti operatori di partecipare al rally mentre ci si avvicina alla fine dell’anno e alla chiusura dei bilanci. “Anche dopo i recenti rialzi le azioni sono ancora a buon mercato se paragonate ad altri strumenti finanziari come i Treasuries” commenta Margaret Patel, portfolio manager di Pioneer Investments. “L’incessante attivita’ di M&A dimostra che prendere a prestito denaro per comprare azioni costa relativamente poco. Quelli che aspettano una forte correzione dei prezzi, rimarranno delusi” conclude la Patel.

Storicamente la settimana in corso, contraddistinta dalla festivita’ del Thanksgiving Day (per cui i mercati resteranno chiusi nella giornata di giovedi’ ed anticiperanno la chiusura venerdi’) ha visto gli indici salire il piu’ delle volte. Il volume delle contrattazioni a Wall Street e’ comunque gia’ “leggero”, con 1.5 miliardi di titoli scambiati al New York Stock Exchange (rialzi e ribassi allo stesso livello) e con 1.7 miliardi di azioni passate di mano al Nasdaq, dove le azioni in rialzo sono state in proporzione di 15 a 14 su quelle in ribasso.

Circa lo scenario economico americano, gli ultimi dati macro continuano ad offrire segnali incoraggianti che escludono per il momento una brusca frenata della crescita. In mattinata, l’indicatore sull’attivita’ economica Usa per i prossimi mesi, il Superindice, ha registrato un avanzamento dello 0.2%, rispettando le stime degli analisti. Rivisto al rialzo, inoltre, il valore di settembre.

Ad offrire un relativo supporto e’ anche il calo del greggio. A causa del livello di scorte ben sopra la media degli ultimi anni i futures con scadenza gennaio, da oggi i contratti di riferimento, sono arretrati di 17 centesimi a $58.80 al barile. Il meeting dell’OPEC si svolgera’ il prossimo mese: restano i dubbi sull’effettivo taglio della produzione annunciato giorni fa.

Sul fronte societario, ad attrarre maggiormente l’attenzione continuano ad essere, come si e’ gia’ detto, le numerose operazioni di mergers & acquisitions, ormai un classico del lunedi’ alla borsa di New York. In primo piano il comparto minerario, con l’offerta di $25.9 miliardi da parte di Freeport-McMoRan Copper & Gold ([[FCX]]) sul colosso Phelps Dodge ([[PD]]): la nuova societa’ rappresenta la maggiore azienda di rame quotata in borsa. Il titolo PD e’ schizzato di oltre il 27%. Il gigante russo dell’acciaio Evraz ha rilevato per $2.3 miliardi la statunitense Oregon Steel Mills ([[OS]]).

Ancora in evidenza il settore delle case. La societa’ privata Blackstone Group ha offerto $19 miliardi per l’acquisto del gruppo di management di costruzioni Equity Office Properties Trust ([[EOP]]): l’operazione rappresenta la maggiore transazione in assoluto nell’ambito dei fondi d’investimento immobiliari. E considerando anche il lato dell’assunzione del debito, il totale ammonta a $36 miliardi, il che ne fa il piu’ grande buyout di private equity nella storia di Wall Street, piu’ grande addirittura di quello storico di KKR (Kolbert Kravis Roberts). Nel settore bancario, Bank of America ([[BAC]]) ha rilevato le attività di private banking di Charles Schwab ([[SCHW]]) per $3.3 miliardi da pagarsi in cash.

Riflettori puntati anche sull’offerta del Nasdaq Stock Market ([[NDAQ]]) sul London Stock Exchange ($5.1 miliardi), gia’ rifiutata, pero’, da parte dei dirigenti di quest’ultimo. Un eventuale unione dei gruppi, nel caso di un futuro accordo, darebbe origine al maggiore mercato di scambi mondiale, con oltre 6400 aziende quotate.

Vedi decine di small e medium cap in forte crescita segnalate da
WSI nella rubrica Titoli Caldi, una delle 8 sezioni in tempo reale
riservate agli abbonati a INSIDER. Se non sei gia’ abbonato, clicca sul
link INSIDER

Sul valutario, in lieve flessione l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di lunedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.2812. Sostanzialmente invariato l’oro. I futures con scadenza dicembre sono arretrati di appena 40 centesimi a $622.10 all’oncia. In progresso i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.5950% dal 4.6070% di venerdi’.