WALL STREET GIU’ MA TIENE, DOW JONES -2.5%

15 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

New York – Dopo le forti tensioni del preborsa e le massicce vendite segnate in apertura, i listini americani hanno ridotto parzialmente le perdite, ma al giro di boa restano decisamente in territorio negativo con il Dow Jones e l’S&P500 in ribasso di oltre il 2.5% (controlla la performance in tempo reale), ai minimi dallo scorso 15 luglio. A dare la stura ai Sell sono stati i drammatici cambiamenti all’interno del comparto finanziario, con il fallimento di Lehman Brothers e la vendita di Merrill Lynch a Bank of America.

Lehman, la piu’ piccola delle banche d’affari Usa, ha avviato la procedura di amministrazione controllata dopo l’estremo, vano, tentativo di raggiungere un accordo per essere rilevata durante il weekend. Il titolo segna una perdita del 95% e viene al momento scambiato ad appena 15 centesimi.

A muoversi in forte ribasso e’ anche la societa’ assicurativa American International Group, piombata -61% a causa dell’elevata esposizione al business dei mutui a rischio che potrebbe comportare ingenti perdite per il gruppo. Stando alle ultime indiscrezioni, la societa’ sarebbe ancora in trattative con la Fed dopo aver richiesto un maxi prestito ponte di $40 miliardi, e dovrebbe annunciare a breve nuove operazioni per il rilancio del gruppo, inclusa la vendita di alcuni business ed asset.

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A causa della terribile crisi all’interno del comparto finanziario gli operatori scommettono su un taglio di emergenza del costo del denaro da parte della Federal Reserve nella riunione di domani del Fomc, per permettere al mercato di ammortizzare meglio il duro colpo di queste ultime ore. Le possibilita’ di assistere ad un abbassamento dei fed funds sono schizzate al 78%, lo scorso venerdi’ erano appena al 12%.

“Il Tesoro e la Fed hanno determinato che il mercato deve adattarsi alla situazione. Se ogni volta che un grosso istituto fallisce interviene il governo non sarebbe possibile assistere alla necessaria fase di normalizzazione” dichiara Gilbert Schwartz, ex legale della Federal Reserve ed ora partner di Schwartz & Ballen in Washington. “Ci sara’ senza dubbio del caos a cui fara’ seguito un processo di accomodamento in parallelo ad una distribuzione delle perdite all’interno dei mercati”.

“In tanti sostengono che il weekend appena terminato segnala finalmente la conclusione della crisi finanziaria a livello globale” ha affermato Richard Bernstein, chief investment strategist di Merrill Lynch. “Noi riteniamo tuttavia che il settore stia per entrare solo ora in una fase di consolidamento che richiedera’ ancora del tempo prima di assistere ad un graduale recupero”.

In tale clima di paura e incertezza, gli operatori stanno concentrando gli acquisti su Titoli di Stato Usa e oro (bene rifugio per eccellenza). Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ piombato al 3.54% dal 3.73% dello scorso venerdi’. Il metallo prezioso e’ avanzato a $785.80 (+$21.30) l’oncia.

Scivolone del petrolio. I futures con consegna ottobre segnano un ribasso di $3.92 a $97.26 al barile. Il passaggio dell’uragano Ike ha recato gravi danni alle abitazioni del Texas ma non ha comportato complicazioni alle raffinerie chiave del Golfo del Messico. Sul valutario, l’euro e’ in lieve calo nei confronti del dollaro a 1.4190.

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