Brexit pagina 57
L’istituto guidato da Mark Carney evoca la possibilità di calo del Pil fino all’8% nel 2019 come contraccolpo di un ipotetico divorzio hard e un crollo della sterlina fino al 25%
Nel breve-medio termine dal punto di vista economico Londra starà senza dubbio peggio, batosta da mille sterline per ogni cittadino. Si complica voto in Parlamento dell’11 dicembre.
L’accordo raggiunto con al Ue sulla Brexit è “il migliore possibile” per l’economia inglese. È quanto ha detto in un’intervista alla Bbc il Cancelliere dello Scacchiere (ministro delle Finanze), Philip Anthony Hammond secondo cui, al contrario un ‘no-deal’ tra Ue e Gran Bretagna, che rimane comunque uno scenario possibile e al quale “occorre essere preparati”, avrebbe ripercussioni
Non piace al presidente Usa, Donald Trump, l’accordo sulla Brexit, raggiunto ieri dalla premier britannica Theresa May con Bruxelles, che non ha esitato a definirlo come “un buon accordo per la Ue”.“Vuol dire che il Regno Unito potrebbe non essere più in grado di commerciare con gli Stati Uniti”, ha aggiunto.
È previsto per il prossimo 11 dicembre il voto del Parlamento di Londra sull’accordo raggiunto dal governo guidato da Theresa May e l’Unione europea per la Brexit. Ad annunciarlo è stata la ieri la stessa premier britannica, May.
Dopo due anni di negoziati, siglato l’accordo. Ma la partita non è finita: palla passa al Parlamento Uk. Senza luce verde, Londra piomberà in limbo legale: “non c’è alcun piano B”.
A livello europeo è la Spagna ora il principale oppositore per via del nodo di Gibilterra, mentre a Londra l’ex capo dei negoziati sulla Brexit Dominic Rabb,è pessimista.
Portavoce Commissione Ue che si occupa di Brexit ha dato l’annuncio: commissari europei hanno detto sì alla dichiarazione politica congiunta. Occhio al voto alla Camera UK: il testo non convince ancora.
Regno Unito e Unione Europea hanno raggiunto un accordo sulla bozza del testo che delinea i futuri rapporti tra le due aree e la sterlina – tartassata negli ultimi mesi carichi di incertezza – può festeggiare sui mercati valutari. Va detto che il testo non definisce una data conclusiva al backstop proposto per il confine
L’ex ambasciatore britannico presso l’UE, Sir Ivan Rogers, ha affermato che le speranze del Regno Unito di trovare una soluzione tecnologica per la questione dei confini sono considerate “un modello unicorno”.