Economia

MPS: il MEF approfitta del rally e alleggerisce la partecipazione

Con una vendita-lampo lo Stato alleggerisce la sua quota in MPS. Sul mercato è finito il 12,5% dell’istituto bancario. Grazie alla nuova operazione la quota in mano al MEF scende al 26,73%.

MEF approfitta del balzo delle azioni

In una nota di ieri, 26 marzo, il Ministero dell’economia e delle Finanze (MEF), ha spiegato la volontà di avviare una procedura accelerata di raccolta ordini per la cessione di n. 157.461.214 azioni ordinarie della banca senese corrispondenti a circa il 12,5% del capitale sociale dell’istituto di credito, attraverso un consorzio di banche costituito da BofA Securities, Citigroup Global Markets Europe AG, Jeffries e Mediobanca in qualità di Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners, con l’obiettivo di promuovere il collocamento delle suddette azioni presso investitori qualificati in Italia e investitori istituzionali esteri.

L’operazione, conclusa in poche ore realizzata con uno sconto inferiore rispetto a quello di quasi il 5% dell’operazione di novembre, ha portato la quota del ministero dell’Economia nel capitale di Mps dal 39,23% (cui era sceso a novembre dal 64,23%) al 26,73% del capitale a 4,15 euro per azione, per un totale di 650 milioni di euro.

A rendere possibile l’incasso di ieri, a quello realizzato a novembre pur vendendo la metà delle azioni cedute tre mesi fa, è stata la corsa delle azioni Mps: se a novembre scambiavano a poco meno di tre euro, ora viaggiano sopra 4,25, con un balzo del 40% da inizio anno.

Nuovo tassello al maxi piano di privatizzazione del Governo

I nuovi proventi si sommano ai circa 920 milioni del collocamento di novembre, portando l’assegno totale a circa 1,6 miliardi. Una cifra che rappresenta un tassello importante nell’ambizioso piano di privatizzazioni con cui il governo Meloni punta a ridurre il debito pubblico di 20 miliardi entro il 2026. Dopo Mps e l’annunciato nuovo collocamento di Poste Italiane in più fasi, il mercato ora guarda ad una possibile cessione di una quota di Eni. Tra le indiziate anche Enav, la società del Controllo del Traffico Aereo e e che fornisce altri servizi essenziali di navigazione, e il 49% Ferrovie non quotato.

Non solo. L’alleggerimento della posizione dello Stato in MPS riaccende inoltre le speculazioni sul risiko bancario dopo mesi di ipotesi riguardanti future aggregazioni con Unipol, Bpm o Unicredit.