Fonte: Getty
In un periodo economico complesso come quello attuale, il mercato globale dell’arte ha visto le sue vendite diminuire a 57,5 miliardi di dollari nel 2024. Sebbene i valori siano scesi del 12% rispetto all’anno precedente, il numero di transazioni è aumentato del 3%, evidenziando un dinamismo persistente, soprattutto nei segmenti più accessibili.
In particolare le vendite dei galleristi hanno mostrato una certa resilienza, con una diminuzione del 6%, mentre le vendite all’asta hanno subito un calo più significativo (-25%), pari a un quarto rispetto al già debole 2023. Questa la sintesi del più autorevole report emesso ogni anno sul mercato dell’arte internazionale da ArtBasel, la più importante fiera d’arte da sempre sponsorizzata da Ubs, a cura dell’economista Clare Mc Andrew, fondatrice di Arte Economics.
Mercato dinamico, soffre la fascia alta.
Nonostante un approccio più cauto nelle fasce di prezzo elevate, il mercato dell’arte nel suo complesso ha mantenuto un certo dinamismo, con i segmenti a basso costo che hanno contribuito a una panoramica delle scelte di mercato più variegata.
Il calo complessivo del mercato è stato influenzato da un raffreddamento nella fascia alta, inclusa una riduzione del 39% nel numero di opere d’arte vendute all’asta per oltre 10 milioni di dollari. Tuttavia, l’attività del settore ha visto un’espansione, con un incremento del 3% nel volume delle transazioni nei segmenti combinati di galleristi e aste, raggiungendo i 40,5 milioni di dollari. L’aumento dell’interesse per opere a prezzi accessibili ha sostenuto la crescita sia per i galleristi sia per le case d’asta, evidenziando un cambiamento verso una base di collezionisti più diversificata, non ultimo considerando fasce di età più giovani e attiva.
Gli Usa si confermano il primo mercato per l’arte.
Per quanto riguarda i principali mercati, gli Stati Uniti hanno mantenuto la loro posizione di leader, rappresentando il 43% delle vendite in valore asoluto, mentre il Regno Unito ha riconquistato il secondo posto con una quota del 18%, entrambi in crescita dell’1% rispetto all’anno precedente.
La quota di mercato della Cina, che include la Cina continentale e Hong Kong, è scesa del 4%, attestandosi al 15%. Negli Stati Uniti, dopo una forte ripresa post-pandemia, le vendite sono diminuite del 9% a 24,8 miliardi di dollari nel 2024, a causa di un rallentamento nella fascia alta del mercato e delle incertezze politiche legate alle elezioni presidenziali.
Questo ha segnato il secondo anno consecutivo di cali, dopo un decremento del 10% nel 2023, anche se le vendite sono rimaste superiori del 18% rispetto ai minimi toccati nel corso del 2020. Nel Regno Unito le vendite sono diminuite meno rispetto ad altri mercati, con un calo di solo il 5% a 10,4 miliardi di dollari, riconquistando così il secondo posto a livello globale grazie al calo delle vendite a Pechino.
In Cina, il mercato dell’arte ha visto un rimbalzo del 9% nel 2023, grazie alla riapertura dell’economia e alla vendita di scorte accumulate durante il lockdown. Tuttavia, nel 2024, il rallentamento dell’economia e il crollo del mercato immobiliare hanno provocato una discesa di oltre il 30% delle vendite toccando il livello più basso dal 2009 a poco meno di 8,5 miliardi di dollari.
Guardando al Vecchio Continente la maggior parte dei mercati europei ha mostrato un rallentamento nel giro d’affari. In totale, le vendite nell’Unione Europea hanno raggiunto 8,3 miliardi di dollari, segnando un decremento dell’8% rispetto all’anno precedente. La Francia ha rappresentato oltre la metà del valore di mercato dell’Ue, con 4,2 miliardi di dollari, nonostante una diminuzione delle vendite del 10%.
Infine in Asia, le performance del mercato dell’arte sono state diverse: la Corea del Sud ha registrato un calo del 15%, mentre il Giappone ha mostrato una crescita del 2% rispetto all’anno precedente.
L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di giugno 2025 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.