Norvegia, quasi 100 ragazzi morti

23 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

OSLO – Almeno 92 morti – ma potrebbero diventare anche 96-97 – decine di feriti almeno 20 dei quali in gravi condizioni: questo lo scioccante bilancio, oltre 24 ore dopo, del duplice massacro di Oslo e della vicina isoletta di Utoya, che oggi ha provocato uno sconvolgente risveglio nella pacifica e progressista Norvegia. La quale ha scoperto che a provocare deliberatamente i due massacri – la piu’ grave tragedia sul suo suolo dalla Seconda Guerra Mondiale – non e’ stato il terrorismo islamico, come era stato ipotizzato in un primo momento, ma il fanatismo di un solo uomo, che stasera ha confessato: un 32enne, Anders Behring Breivik, bianco, biondo, cristiano fondamentalista con simpatie di estrema destra, iscritto a una loggia massonica e con avversione per l’islam e la societa’ multiculturale.

Due i massacri, che oggi hanno raccolto la condanna e il cordoglio internazionale, da Barack Obama a Angela Merkel, dalla Russia ai palestinesi di Fatah, al Papa. Il primo nel centro di Oslo, dove un’autobomba e’ esplosa nel primo pomeriggio di ieri vicino alla sede del governo e alla redazione del tabloid Vg, provocando la morte di almeno 7 persone: il secondo, efferato, compiuto circa due ore piu’ tardi, sull’isoletta di Utoya, dov’ era in corso un campo estivo annuale dei giovani del partito laburista e dove un uomo, in uniforme da poliziotto, armato di una pistola, di un fucile da caccia e di un’arma automatica, ha ucciso con freddezza almeno 85 persone, per lo piu’ adolescenti, imperversando per quasi un’ora e mezza indisturbato prima di arrendersi alla polizia. Fra le molte persone che si sono lanciate in acqua per salvarsi ci sono almeno 4 o 5 dispersi, che vengono cercati anche con l’ausilio d’un piccolo sommergibile. Se saranno trovati morti, potrebbe salire a 97-98 il bilancio delle vittime, comunque non ancora definitivo per le gravissime condizioni di almeno una ventina fra i feriti, il cui numero totale non e’ ancora stato svelato.

La polizia ha detto stasera in una conferenza stampa di non poter ancora escludere che l’assassino abbia avuto dei complici ma di non avere neppure elementi di conferma. Ha pero’ fatto sapere che il giovane fanatico, Breivik, ha confessato la strage di Utoya, l’isoletta su un lago a 50 km da Oslo, dove e’ stato arrestato ”senza opporre resistenza” dopo il massacro. La polizia, che ha fatto cadere quasi subito la pista del terrorismo islamico (malgrado la rivendicazione di un gruppo sconosciuto), non ha ancora accertato ufficialmente la resposabilita’ dell’uomo nella strage di Oslo. Ma gli indizi contro Breivik (ribattezzato con le iniziali ABB dai media) sono tanti: l’esplosivo trovato sull’isola; la bomba di sicuro fabbricata nella fattoria in cui si era trasferito e dove aveva ”tonnellate” di concime chimico utilizzabile anche per fabbricare esplosivi; testimoni che l’hanno visto nella zona dell’esplosione.

I sopravissuti, radunati in un albergo nel villaggio di Sundvollen, vicino all’isoletta, hanno raccontato l’inferno, l’assassino che si muoveva con calma e lentezza, sparando sulla folla di giovani, colpendo alla testa i feriti o coloro che si fingevano morti, mitragliando chi si lanciava in acqua per fuggire a nuoto. ”Ho sentito urla. Ho visto gente che chiedeva pieta’, ho sentito tanti spari. Lui li ha spazzati via. Anch’io ero sicuro che sarei morto”, racconta Kursetgjerde, 18 anni, che si e’ nascosto fra le piante, e’ fuggito a nuoto ed e’ stato soccorso da una barca. ”La gente fuggiva ovunque. Qualcuno cercava di salire sugli alberi. Altri venivamo travolti dalla folla”, ha detto, aggiungendo che l’assassino diceva alla gente di avvicinarsi.

L’ideologia di ABB, che e’ stato anche iscritto al partito del progresso (conservatore) negli anni passati, e’ esposta su vari forum, fra cui il norvegese Document.no, ma anche su uno neonazista svedese, Nordisk. Si descrive come ”single, cristiano e conservatore”, che odia Islam, multiculturalismo, marxismo, accomunandoli al nazismo come ideologie fondate sull’ odio. Accusa la laburista Gro Harlem Brundlandt, primo ministro per tre mandati tra il 1981 e il 1996, di aver ”assassinato il Paese”. Il giovane risulta anche membro della loggia massonica norvegese di San Giovanni Olaus dei Tre Pilastri, che ora ha preso le distanze da lui. Iscritto a Facebook e a Twitter, ha riassunto la sua filosofia in una citazione del filosofo inglese John Stuart Mill: ”Una persona con una fede ha la forza di 100.000 che coltivano solo i loro interessi”.

Dal profilo su Facebook si desume la sua passione per la caccia e i videogiochi violenti. E’ proprietario della Breivik Geofarm, che produceva coltivazioni biologiche a 150 chilometri da Oslo, nel cuore agricolo della Norvegia, dove teneva i fertilizzanti acquistati per telefono a un vicino magazzino. La polizia ha anche perquisito il suo appartamento in un ricco quartiere di Oslo. Il Re di Norvegia, Harald, la regina Sonia e gran parte della famiglia reale, insieme al capo al premier laburista Jens Stoltenberg e diversi ministri, hanno fatto visita oggi al luogo della strage e ai sopravvissuti. E stasera il premier, che ha definito gli attacchi una ”tragedia nazionale” che non fara’ tuttavia piombare nel terrore la ”societa’ aperta” che e’ il ”marchio di fabbrica” della Norvegia, ha fatto sapere che il livello di allerta terrorismo non e’ stato elevato.