Piazza Affari apre in rosso con l’Europa, soffrono le banche
Avvio in calo per le principali borse europee e per Piazza Affari, dopo la chiusura negativa di Wall Street e i ribassi delle borse asiatiche. Il Ftse Mib arretra dello 0,9% in area 34.150 punti, con le banche in rosso e pochi titoli esenti da vendite. Vendite in particolare su Banca Popolare di Sondrio (-2,4%), Mps (-2%), Banco Bpm (-1,9%) e Bper (-1,8%) mentre resistono Leonardo (+0,5%) e Stellantis (+0,3%).
I dati forti di ieri sull’economia statunitense hanno rafforzato l’aspettativa di tassi elevati per un periodo più lungo. Ora i trader prezzano pienamente un taglio da 25 punti base soltanto nella riunione della Fed di dicembre, rispetto alla precedente stima di novembre. Dinamica che ha allontanato gli acquisti dagli asset rischiosi, malgrado la spinta dei conti di Nvidia.
In mattinata il Pil tedesco ha confermato la crescita dello 0,2% nel primo trimestre dell’anno, dopo il -0,5% di fine 2023. Nel Regno Unito, le vendite al dettaglio hanno deluso le attese, contribuendo ulteriormente ad appesantire il sentiment. Attesi oggi i dati americani sugli ordini di beni durevoli e sulla fiducia dei consumatori.
Rendimenti obbligazionari poco mossi dopo il balzo di ieri, con lo spread Btp-Bund intorno a 130 punti base, il decennale italiano al 3,89% e il Bund al 2,59%.
Tra le materie prime, l’oro rimane in area 2.340 dollari l’oncia mentre le quotazioni del greggio perdono ancora terreno, con il Brent in area 81 dollari al barile, in vista della riunione dell’Opec+ del 1° giugno. Sul Forex il cambio euro/dollaro si mantiene intorno a quota 1,082 e il dollaro/yen tiene sopra 157 dopo il nuovo rallentamento dell’inflazione giapponese.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo