Bce: salari negoziati eurozona +4,7% nel 1° trimestre, sopra attese
Nel primo trimestre le retribuzioni negoziate nella zona euro sono aumentate del 4,7% rispetto a un anno fa, secondo quanto emerso dai dati della BCE. L’indicatore relativo ai salari è in aumento rispetto al 4,5% registrato negli ultimi tre mesi del 2023 e corrisponde al record stabilito nel terzo trimestre dello scorso anno. La maggior parte degli economisti aveva previsto un calo o una lettura stabile.
Ulteriori dati sono attesi il 7 giugno, quando Eurostat pubblicherà i compensi per dipendente, un parametro che il capo economista della BCE Philip Lane ha definito l’indicatore più completo delle pressioni salariali. A marzo, la banca centrale ha previsto che la crescita di questo parametro sarà in media del 4,5% quest’anno e rallenterà al 3% nel 2026. Si tratta di un livello ritenuto sostanzialmente in linea con l’obiettivo di inflazione della banca centrale.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo