Milano città turistica

26 Aprile 2018, di Redazione Wall Street Italia

Si viene per affari e per lo shopping ma anche per l’arte, i musei e la “movida”

Solo dieci anni fa, nell’immagine comune degli italiani Milano era una città industriale, fumosa e nebbiosa; ci si veniva per affari, per prendere un aereo, al massimo per uno shopping di lusso. Ora rivaleggia con Roma ed il 2017 è stato cruciale: tutti i mesi dell’anno hanno fatto registrare un saldo positivo degli arrivi in città, per una crescita complessiva del 10% rispetto al 2016.
Si viene a Milano ancora per affari e per lo shopping ma anche per l’arte, i musei, la “movida”; per passeggiare nei nuovi quartieri: Porta Nuova, l’Isola, Citylife senza dimenticare il quadrilatero dello shopping, Brera o il Duomo.
E a Milano nascono nuovi punti d’incontro: si può passare dal ristorante peruviano “doc” Pacifico, di via San Marco, alle decine di cino-giapponesi, con alcune eccellenze, come il Mu DimSum di via Fabio Filzi. Dal ristorante con concerto jazz come il 13 Giugno di via Goldoni 44, al fusion brasilian-giapponese come Finger’s.
Tutto ciò si riflette sull’ospitalità: Milano è seconda solo a Dublino come meta per gli investimenti alberghieri in Europa. Un risultato importante per il capoluogo lombardo che compete ormai ad armi quasi pari con le grandi città europee.

Fra i nuovissimi indirizzi: sono nati, recentissimamente, una serie di boutique hotels curati fino all’ultimo dettaglio. È il caso del Conti Guest House (via Gianbattista Tiepolo 38; doppia da 190 €), una “chicca” con 6 stanze e giardino tra Loreto e Città Studi. La residenza ha un tocco di casa di lusso; ristrutturato dall’architetto Nicola Gisonda, che ha attualizzato gli spazi, armonizzato gli ambienti, dato un’impronta di design agli arredi. Bellissime le camere, una diversa dall’altra, con bagni in marmo.
Il Savona 18 Suites è una ex casa di ringhiera dei primi del Novecento che Aldo Cinic, fra gli architetti e designer italiani più noti a livello internazionale, ha trasformato in un albergo raccolto con un’impronta moderna e ricercata. L’hotel è nel cuore di zona Tortona, a due passi dai Navigli, epicentro della vita notturna milanese, con il brulicare di locali e ristoranti alla moda che si alternano agli atelier di artisti.
Ha aperto esattamente un anno fa il 43 Station Hotel (via Fabio Filzi 43, doppia da 89 €) in una zona in corso di upgrading con gli importanti progetti di ristrutturazione della stazione Centrale, concepito secondo i più confortevoli criteri di ospitalità, con salotto, spazi per lavorare con stampante, e wi-fi efficiente ovunque. Le camere sono 66, con letti comodi, smart tv e cassetta di sicurezza extra large e, nelle junior suite, anche la macchina per farsi il caffè.
Non piccolo, ma curato e accogliente, è il VIU Milan (via Fioravanti 6, da 189 €). Gli interni sono stati disegnati dall’architetto Molteni ma la vera raffinatezza è la terrazza all’ultimo piano con piscina riscaldata e vista su tutta la città. Molta attenzione per la cucina, curata da Giancarlo Morelli.
E poi sulla piazza Duca d’Aosta si affaccia, nuovo di zecca, il Glam Hotel, 178 camere a 4 stelle; a due passi, in via Pirelli, un altro 4 stelle nuovo, il La Gare, gestione francese Accor, 140 camere: di sera le finestre illuminate a colori rendono la facciata un mosaico sorprendente. Poche centinaia di metri verso il Duomo, in piazza Repubblica da sempre polo di alberghi di lusso, è stato inaugurato il Me Melia, 5 stelle, 132 camere.

L’articolo integrale di Guido Bernardi è stato pubblicato sul numero di aprile del magazine Wall Street Italia.