L’ ULTIMA BEFFA
DI GEORGE W. BUSH

6 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Oltre al danno la beffa, si saranno detti a Bruxelles e nelle cancellerie
europee. Certamente, lo pensiamo noi. Il danno, già
abbastanza grave di per sé, è trovarsi in mezzo a una disputa
in odor di guerra fredda tra Russia e Stati Uniti, che si gioca tutta sul
suolo europeo – dove Bush vuole costruire il suo scudo e su cui Putin
minaccia di puntare i suoi missili – ma che ha escluso gli europei in modo
netto.

La beffa arriva direttamente dal presidente americano, che
ieri, vuoi per provocazione, vuoi realmente per abbassare i toni, così
ha teso una mano al Cremlino: «Perché, invece di litigare, non lavoriamo
insieme al sistema antimissile?»

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Ora, in Europa, sono due le scuole di pensiero contro lo scudo: la
prima è contraria tout court al sistema antimissilistico, perché rischia di
scardinare il principio di deterrenza che è alla base della stabilità globale;
la seconda scuola di pensiero, cui fanno riferimento Javier Solana e
molte altre figure europee di primo piano, rimprovera la natura esclusivamente
americana del progetto di Bush, che finora si è rifiutato di includere
i paesi europei,anche nel contesto Nato,in un progetto che molto
influirebbe sulle sovranità nazionali, specie per via del maxiradar.

Senza soffermarci su chi,tra le due scuole,abbia le migliori ragioni,è bene
ricordare che in passato diversi rappresentanti europei, a cominciare
dallo stesso Solana, hanno chiesto a Washington di coinvolgerli nel progetto.
Evidentemente, anche in clima da guerra fredda, Bush ritiene le
proteste di Putin, «che non è un nemico», più importanti di quelle degli
europei, che sarebbero «amici». Oltre al danno, si diceva, la beffa.

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