IPO: IN CORSO IL COLLOCAMENTO ALGOL

4 Giugno 2001, di Redazione Wall Street Italia

Dopo circa due anni e mezzo di permanenza esclusiva all’Easdaq giunge ora alla quotazione anche sul Nuovo Mercato Italiano la Internet infrastructure company Algol.

Il collocamento inizia oggi e termina venerdì. Non è ancora stato annunciato il giorno dell’inizio delle contrattazioni.

La dinamica del titolo fino a oggi ha chiaramente seguito prima l’euforia e poi le vicissitudini caratteristiche di tutte le società legate in vario modo alla tecnologia. Ma oggi, a fronte del processo di selezione darwininana sempre più rigido che sta prendendo corpo sul mercato, la vera discriminante è capire se questo è uno dei player destinato a sopravvivere nel futuro.

Alcune scelte strategiche fanno propendere per il si, tuttavia nel breve periodo assumendo una posizione sul titolo si rischia di partecipare del rischio di ristrutturazione ed emigrazione verso il nuovo modello di business.

Inoltre se già va considerato che non sempre è felice l’esordio di titoli precedentemente quotati su altri mercati, in questo caso la presenza di diversi competitor consente alcune valutazioni relative che mettono in evidenza come già alla quotazione attuale del titolo (poco al di sopra dei €13) esso risulti notevolmente a premio sui multipli, con addirittura un PE atteso per il 2001 di 674,54 contro una media di settore di 23,29 (la forchetta indicativa è stata fissata tra €11 e €15, quindi non distante da questo attuale valore medio).

Tra l’altro il titolo presenta un fattore di trasparenza di per sé estremamente positivo, che è quello di una struttura da public company (attualmente il flottante è del 60% del capitale che dovrebbe arrivare al 64% circa dopo la quotazione al Nuovo Mercato): questo però ha la caratteristica di rendere la quotazione estremamente volatile, anche per la facilità con la quale è possibile reperire titoli lavorando allo scoperto (vedi Bipop).

La società è attiva nel business delle “reti per pc” ed è focalizzato su quattro aree di attività complementari: prodotti, soluzioni, assistenza&monitoraggio, formazione. L’attività di infrastruttura di rete è svolta dalla stessa capogruppo Algol, che è una società operativa a tutti gli effetti, ma si appoggia su quattro pilastri societari: la Epsilan per il system integrator; Telcom per l’e-business; Algol Deutschland e Digitronica per la distribuzione. L’obiettivo della società è quello di diventare il leader europeo del network computing inteso non come semplice rete di pc, ma come rete geografica (AlgolNet); rivolgendosi come fascia di clienti a quel vasto tessuto connettivo dell’industria rappresentato dalle PMI.

Per supportare questa strategia la società conta non solo sulla propria rete di system integrator, ma soprattutto sui VAR (value added resellers) indipendenti. L’obiettivo di clientela appare sicuramente una scelta indovinata, visto che è una fascia non ancora servita (e spesso difficilmente raggiungibile per via diretta dalle grandi realtà) e che conta una stima solo in Italia di 10 mila aziende, più altre 25 mila in Germania, con una capacità di spesa annua tra i €10 mila e i €15 mila per network computing. Questo consentirebbe anche di creare un business ripetuto in cui a una prima fase a elevato contenuto di prodotto e basso margine ne seguirebbero altre a sempre maggior contenuto di servizi e quindi a margini crescenti (e tutto senza dover neanche disperdere risorse nella ricerca di nuovi clienti).

Tuttavia il mercato nel quale opera la società è estremamente frammentato e parcellizzato e risente di una concorrenza estremamente spinta e quindi in grado di tenere costantemente sotto pressione i margini. Solo sul nuovo mercato la società ha come concorrenti diretti la CDC, Opengate, TC Sistema; e indiretto la neoquotanda IT WAY. In questo contesto ipercompetitivo l’offerta deve necessariamente essere un prodotto di elevata qualità che si deve combinare con un prezzo aggressivo.

La società ha vissuto una fase di bilancio negativa in piena esplosione del fenomeno internet, che ha diffuso l’errata convinzione che fosse possibile vendere attraverso il web qualunque tipo di prodotto, anche frammentando l’offerta. L’obiettivo dei vendors in quella fase era di trovare canali alternativi a quelli tradizionali per distribuire le nuove tecnologie con un “time-to-market” più contenuto. Tuttavia sono ben pochi i beni che consentono una rapida fruizione “elettronica” e sicuramente quelli a elevato contenuto tecnologico non rientrano tra questi; in quanto richiedono il supporto di servizi accessori a elevato valore aggiunto che solo un fornitore globale è in grado di offrire. Ciò che però dovrebbe distinguere nel futuro Algol dagli attuali competitor alla TC Sistema, che sono dei system integrator tradizionali, è la scelta strategica di puntare tutto sul valore di una struttura a rete di system integrator affiliati che sia in grado di generare valore riconquistando margini con l’offerta di soluzioni finali complete. E che la strategia sia vincente lo dimostra lo stesso appoggio che Algol sta ricevendo dai propri fornitori che vedrebbero così coperta alcune esigenze della clientela (ad esempio il monitoraggio) che essi non hanno la capacità di soddisfare in proprio a costi competitivi. Questa esigenza sulle PMI in particolare è specificamente avvertita dai vendors che non sono in grado di coprirla facendo ricordo si system integrator tradizionali e di maggiori dimensioni (le stesse IBM e HP).

Del resto oggi la realtà del settore è diventata molto dinamica e mutevole per cui l’assetto delle grandi realtà, perfettamente in grado di funzionare bene in contesti statici e prevedibili, potrebbe essere messo in crisi dal mutato scenario di riferimento in cui le dinamiche sono imposte dal cliente (specie quello di dimensioni ridotte). Ecco dove acquista valore aggiunto la rete Algol, che, diventando anche il back office della struttura, non si presenterà secondo la combinazione di caratteri tradizionali (potenza ed efficienza) ma innovativa (velocità ed efficacia). Tra l’altro l’offerta di Algol non si concentra solo in un magazzino prodotti, ma anche in un “magazzino” di competenze acquistate nel tempo e che consentono di seguire il cliente passo passo: soluzione integrata data dalla somma di prodotto, progettazione, installazione e manutenzione.

Lo spaccato del fatturato tra prodotti e servizi evidenzia nettamente come il core business della società sia il primo: negli ultimi anni la quota di servizi sul fatturato totale si è attestata poco al di sopra del 3%, sebbene per il 2001 vi sia l’obiettivo di portarla al 7%-8%. Tuttavia, essendo la percentuale base stata anche ulteriormente diluita dalla recente acquisizione di Digitronica il target appare davvero aggressivo. Solo che mentre per il business dei prodotti la crescita è attesa nell’ordine del 10%-15% e c’è la soggezione al rischio di rallentamento molto marcata, nell’ambito dei servizi il tasso di crescita è superiore anche la 60% e offre maggiori margini di protezione dal rallentamento. Anche se è vero che la crescita dei servizi è resa possibile dalla grande massa installata di base prodotti che opera su margini contenuti.

Il problema sta nel fatto che i prodotti, avendo dei tempi lunghi di penetrazione, offrono le modalità per organizzare in modo efficiente il business e quindi orientarsi nel modo più efficace per generare margini. Ma poi questi devono essere per loro natura (dati i tempi e quindi la possibilità di nuovi entranti sul comparto) estremamente contenuti. I servizi invece sono in grado di offrire margini più elevati e quindi dovrebbero essere un attento campo di localizzazione o quanto meno sul quale puntare. La difficoltà sta nel fatto che la pressione della concorrenza in quest’ambito rende i margini elevati estremamente soggetti a un rapido decadimento che può essere contrastato solo con un effetto leva sulla struttura.

Ed è qui che cerca di presentarsi come player diverso la Algol, che mira a essere percepita dal mercato come un pool di servizi a costo variabile. La rete AlgolNet dovrebbe consentire di coprire più clienti con una vasta gamma di prodotti-servizi, basandosi anche su una warehouse virtuale di entrambi unificata sotto il marchio. Gli operatori che rappresentano l’estensione della rete sono intesi dalla società stessa come parte di essa e quindi lavorando su obiettivi comuni sono incentivati a prendere parte alla strategia Algol con un piano di stock option. In questo modo si riesce a essere competitivi nei confronti dei system integrator di grandi dimensioni. Punto centrale della strategia Algol è il NOC (Network Operating Center).

*Donatella Principe è responsabile della ricerca economica presso il centro studi del Gruppo
Banca Popolare di Vicenza.