IPO: DE LONGHI IN BORSA SCONTATA

20 Luglio 2001, di Redazione Wall Street Italia

De Longhi, il famoso marchio legato al condizionatore portatile “Pinguino” e ai prodotti Kenwood recentemente acquistati è pronto a mettere sul mercato il 33% del suo capitale con una offerta publica di vendita che debutterà a Piazza Affari lunedì.

Nonostante gli analisti riconoscano la forza dei prodotti De Longhi e la presenza del marchio nel mercato mondiale, il timore è che il mercato possa giocare un brutto scherzo al titolo, come è successo in 11 delle ultime 13 IPO milanesi, scambiati al di sotto del prezzo iniziale.

De Longhi spera di rastrellare €162 milioni attraverso 53 milioni di nuove azioni. Il prezzo è stato fissato giovedì a €3,4 per azione, sotto la forchetta indicativa di prezzo tra i €4 e i €6,5 – un tentativo di allettare un mercato ribassista.

“In questo momento c’è una buona liquidità, ma non ci sono opportunità per investire – ha detto il presidente del gruppo Giuseppe De Longhi– e noi, come compagnia industriale con crescita in doppia cifra negli ultimi anni speriamo di esserlo”.

Le banche che faranno il collocamento sono UniCredito e Merrill Lynch, pronte a valutare De Longhi fino a €1,03 miliardi.
De Longhi è nota come una compagnia innovativa dal marchio forte, una discreta gamma di prodotti (dall’aria condizionata agli elettrodomestici, ferri da stiro ecc). A febbraio De Longhi ha comprato Kenwood Appliances PLC, per €75,6 milioni per diversificare l’offerta di prodotti.

Secondo gli analisti il titolo potrebbe subire il calo del consumo privato, ma la diversificazione dell’offerta mitiga questi rischi. Lo scorso anno De Longhi ha generato due terzi delle sue vendite fuori dall’Italia, e il valore delle azioni è molto cresciuto dopo l’acquisizione della Kenwood.
Secondo un analista “la compagnia è visibile e innovativa, e l’acquisizione della Kenwood è stata vista positivamente”.

Le vendite nel 2000 sono salite del 14% a €818 milioni rispetto ai €720 milioni dell’anno precedente, con ricavi lordi aumentati del 14% a €122 milioni rispetto ai €107 milioni. La scorsa settimana De Longhi ha annunciato che le vendite nel primo trimestre del 2001 sono salite del 18% a €133 milioni.

Ma il contraltare alla stabilità delle società e sempre e comunque l’incertezza dei mercati, che continuano ad essere cauti. Gli ultimi collocamenti a Milano hanno dovuto ridurre considerevolmente il numero delle azioni, fino al 40%, e il loro prezzo di collocamento. Anche un titolo come Campariha ceduto il 6% nella sua prima settimana di quotazione.

Gli analisti pensano anche che De Longhi userà parte del ricavato IPO per ripianare parte dei €624 milioni di debito accumulati.