IL MERCATO IPO SI FA PERICOLOSO

13 Aprile 2000, di Redazione Wall Street Italia

La corsa all’Ipo registrata l’anno scorso potrebbe essere messa in ombra dall’ondata di offerte iniziali pronte ad entrare sul mercato questa primavera.

Le nuove Ipo, pero’, non andranno ad aumentare le fila dei miliardari, anzi, ridurranno probabilmente le enormi valutazioni di molte societa’.

La maggior parte delle aziende collocano con le Ipo meno del 20% dei loro titoli, riservando il resto per i ranghi piu’ alti della dirigenza e per i capitalisti di ventura. Questo gruppo di azioni e’ accompagnato di solito da un accordo che ne limita la vendita per almeno sei mesi, cosicche’ il prezzo delle azioni offerte in Ipo possa mantenersi ad un certo livello.

L’offerta di titoli iniziali e’ anche appositamente limitata cosi’ da creare interesse attorno al titolo e aumentare artificialmente il prezzo per i nuovi investitori, ma nei mesi prossimi la strategia potrebbe non funzionare a causa dell’eccesso di offerta sul mercato e l’eventuale crollo dei prezzi che ne derivasse potrebbe scoraggiare nuove Ipo.

Poiche’ il mercato delle Ipo e’ stato cosi’ attivo l’anno scorso, alla fine della primavera un enorme numero di azioni di insider, precedentemente limitate, verranno messe in vendita e per alcune societa’ quali Martha Stewart Living (MSO), World Wrestling Federation(WWFE), Agilent Technologies(A) e Next Level Communications(NXTV), l’offerta che potrebbe essere messa sul mercato supererebbe di cinque volte quella iniziale.
Akamai Technologies(AKAM), ad esempio ha collocato solo 9 milioni di azioni ad ottobre e gli insider potrebbero venderne 82 milioni a partire da fine mese.

Per molte aziende i titoli distribuiti a insider sono pari al volume totale delle trattazioni di 100 giorni e, sebbene gli investitori teoricamente hanno tenuto conto di cio’ prima di acquistare, in realta’ la nuova offerta per parecchi giorni e’ enormemente superiore alla domanda e spinge i prezzi al ribasso.

Per avere un’idea del mercato, le Ipo offerte l’anno scorso hanno portato 100 miliardi di dollari in nuovi titoli; la scadenza delle limitazioni agli insider dovrebbe immettere sul mercato una cifra superiore a quella nel solo mese di maggio, senza contare i 70 miliardi di dollari di questo mese.
La societa’ di ricerca IPO Lockup.com ha rilevato che il prezzo di un titolo generalmente diminuisce del 10-15% alla fine del periodo di chiusura.

Qual e’ la ragione per cui gli insider vendono le proprie azioni alla fine del ”lockup period”, il periodo di inattivita’ coatta?

Anche i manager che prevedono una crescita della propria societa’ dovrebbero a buona ragione vendere almeno parte delle azioni, in quanto per qualunque investitore sarebbe quanto meno imprudente mettere il proprio portafoglio su un’unica societa’.

Non solo non avrebbero protezione contro il crollo dei prezzi di quel titolo, ma per i manager c’e’ anche il rischio, se la societa’ fallisce, di perdere il proprio lavoro e i propri risparmi.

Per quei dirigenti che invece prevedono il fallimento della societa’, il disinvestimento ha anche piu’ senso.

Il problema e’ che gli insider sanno che il prezzo del titolo scendera’ nel momento in cui altri insider venderanno le proprie partecipazioni e da questo ne derivano un ulteriore incentivo a disinvestire; i capitalisti di ventura vogliono metter sul mercato le loro quote per liberare capitali, e gli investitori percepiscono tutto questo come un voto di sfiducia nei confronti della societa’ e lo puniscono facendo scendere il titolo ancora piu’ in basso.

Questo circolo vizioso e’ facilmente interrotto in un mercato in ripresa, con i rialzisti certi che un titolo, spinto al ribasso dalle vendite insider, si riprendera’ in poche settimane.
Ora, pero’, come indicato dall’analista indipendente James Cramer, l’ammontare dei titoli in mano agli insider e’ molto piu’ consistente che nel passato e il Nasdaq sta continuando la correzione.

La fine del periodo di chiusura per gli insider potrebbe quindi significare nei prossimi mesi una doccia fredda per il mercato delle Ipo.

(Questa opinione e’ una traduzione dell’intervento di Dan Green per il centro economico Dismal)