Il Brand La Gioia porta a tavola l’Italian Style: così conquista Milano e cresce con forza
Cinque ristoranti in cinque anni (4 già avviati e pienemente operativi dal 2019 a oggi, il quinto in arrivo a settembre 2025) nel cuore di Milano, con il sapore di un’esperienza da Dolce Vita sullo sfondo e una vera e propria celebrazione dell’Italian Style a tavola. Questa l’istantanea sulla rapida ascesa del gruppo La Gioia Collection, con la guida visionaria del suo CEO Redi Shijaku, imprenditore cosmopolita di origini albanesi e italiano d’adozione, che ha saputo trasformare la sua passione per la ristorazione in un progetto imprenditoriale innovativo. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo ai nostri microfoni, vediamo in particolare cosa ci ha raccontato sul fil rouge che lega ognuno dei suoi locali, il “Nuovo classico italiano”, un format che abbina qualità gastronomica, convivialità e un’estetica ricercata, reinterpretando l’esperienza culinaria in chiave moderna.
Dal primo ristorante nel 2019 a una collezione che oggi conta quattro location, con un fatturato in crescita costante: qual è stata la scintilla iniziale che l’ha spinta a creare La Gioia Collection e quale ritiene sia stata la chiave del successo in questi anni?
“Non ci piace definirci una catena, perché ogni nostro ristorante ha un’anima propria e si distingue in maniera forte. La Gioia è nata da una passione autentica per l’ospitalità ed è innanzitutto un valore a cui teniamo e che vogliamo trasmettere ai clienti che ci scelgono. Dopo una lunga esperienza imprenditoriale nel settore della telefonia, ho deciso di seguire il mio vero interesse: creare un luogo dove si potesse vivere la cucina e l’accoglienza italiana in modo autentico, curato, conviviale. La prima sede, aperta proprio a ridosso del Covid, è stata da subito un successo inaspettato, con code fuori dal locale. E da lì è nato tutto, senza un piano preciso ma con tanta voglia di fare le cose bene. Ciò su cui abbiamo lavorato molto dal primo giorno è stato neò dare personalità al locale e restituire all’ospite un’esperienza unica, curando al meglio anche dettagli come l’accoglienza e l’arredamento senza lasciare nulla al caso”.
Ogni insegna ha un’identità precisa ma condivide la stessa filosofia, il “Nuovo classico italiano”: come si riesce a mantenere coerenza nei valori – come l’ospitalità autentica e la valorizzazione della cucina italiana – pur diversificando l’offerta tra le varie sedi?
“Credo il fil oconduttore per noi debba essere sempre la coerenza nella qualità e nella filosofia. Usiamo solo ingredienti lavorati in casa, non inseguiamo le stelle Michelin ma cerchiamo la semplicità vera, fatta bene. Ogni piatto racconta qualcosa. E poi c’è il servizio: vogliamo che l’ospite si senta davvero al centro, come in un grande hotel. È un mix tra ospitalità internazionale e calore italiano. E tutto il team lavora come una vera squadra: motivazione, appartenenza, cura. Questo spirito si percepisce e viene premiato, e penso che creare la giusta alchimia tra tutti sia fondamentale per raggiungere grandi obiettivi. Un po’ come accade nello sport, se mi consentite questo parallelismo. Il successo è certificato anche dai numeri, nel 2024 abbiamo superato i 20 milioni di fatturato e c’è una crescita costante di anno in anno che ci consente di programmare al meglio il passo successivo”.
Il 2025 segnerà una nuova apertura per il gruppo, la quinta in cinque anni: può anticiparci qualcosa sul concept e su cosa rappresenterà questo nuovo ristorante nel percorso evolutivo di La Gioia Collection?
“Ogni ristorante ha un’identità distinta, ma il filo conduttore resta la ‘firma’ della Gioia: ingredienti eccellenti, cucina visibile, servizio curato e atmosfera accogliente. Dall’Osteria Serafina al Baretto San Marco, da Afrodite ai nuovi progetti, l’obiettivo del nostro brand è sempre offrire un’esperienza completa, dove l’ospite esce con un ricordo, non solo con la pancia piena. Siamo partiti in pochi e oggi siamo 200 persone. Ogni anno cresciamo, ma senza perdere di vista quella scintilla iniziale: la voglia di far star bene le persone, come se fossero a casa. Posso solo anticipare che da settembre saremo in zona Porta Genova con questo nuovo locale, avremo 100 coperti e pensiamo sia una bella sfida che ovviamente puntiamo a vincere”.