I FURBETTI
DEL SUBPRIME

1 Agosto 2007, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) –
La crisi dei mutui immobiliari di seconda scelta dopo essersi diffusa negli Usa è ora sbarcata in Europa e ha fatto una vittima in Germania. Si tratta di Ikb, una banca di investimento nelle piccole e medie imprese, posseduta per il 38 per cento da Kfw, banca statale di sviluppo, che si dichiara pronta a evitare l’eventuale dissesto di Ikb. Quest’ultima, per arrotondare i propri utili, ha effettuato cartolarizzazioni su mutui immobiliari ipotecari concessi da banche americane, emettendo obbligazioni in cambio dell’acquisto a prezzo ridotto di tali crediti.

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Questi ora valgono molto meno del valore a cui Ikb li ha acquistati. Nella bufera è coinvolto anche un fondo gestito da Ikb. Anche Commerzbank ha effettuato le cartolarizzazioni e ne subisce il contraccolpo. L’effetto che la vicenda ha suscitato sul mercato dei rischi obbligazionari è stato – probabilmente – superiore a quello che meriterebbe. Infatti il costo delle assicurazioni su obbligazioni (altro tipo di nuova finanza) correntemente praticato sui mutui immobiliari e altre specie di prestiti oggetto di cartolarizzazioni è balzato dal 4 per cento del valore nominale dei titoli oggetto di garanzia al 5 per cento. Un mese fa era il 2 per cento. La prassi di cedere ad altri i mutui immobiliari non è rara in Europa, contrariamente a quel che credono gli analisti americani.

Sconosciuta sino a pochi anni fa, si è diffusa enormemente in tempi recenti, tanto da diventare abituale per alcune grandi banche, anche in Italia e in Germania. L’assicurazione sulle obbligazioni emesse per rilevare tali mutui è anch’essa diffusa. Del resto pure i mutui ipotecari vengono spesso assicurati.
La cessione dei mutui comporta il passaggio delle garanzie assicurative ai soggetti che li prendono a carico, emettendo obbligazioni. Si scopre che le banche europee e i fondi di investimento da loro gestiti hanno investito anche su mercati extraeuropei, comprando i subprime loans americani quando il dollaro era più alto e il rischio più basso. Le innovazioni migliorano i mercati, anche nella finanza, ma hanno costi da calcolare. Questa è la regola del gioco.

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