E’ morta Rita Levi Montalcini

30 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

E’ morta Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina. Aveva 103 anni ed è morta nella sua abitazione a Roma, in via di Villa Massimo. La scienziata è stata nominata senatore a vita dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 1 agosto del 2001. Il 118, intervenuto, ha soltanto potuto constatare il decesso.

Con la morte di Rita Levi Montalcini, che era stata nominata senatrice a vita il 1 agosto del 2001 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, restano 4 i senatori a vita tutt’ora in carica. Oltre allo stesso Ciampi, a Palazzo Madama in quanto ex Capo dello Stato, si tratta di Giulio Andreotti, nominato da Francesco Cossiga il 1 giugno 1991; di Emilio Colombo, nominato sempre da Ciampi il 14 gennaio 2003; del presidente del Consiglio Mario Monti, chiamato al Senato il 9 novembre del 2011, unica nomina dell’attuale Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

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E’ morta nella sua abitazione a Roma la scienziata e senatrice a vita Rita Levi Montalcini. Il premio Nobel per la medicina aveva 103 anni. La scienziata era stata nominata senatore a vita dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 1 agosto del 2001.

La senatrice a vita è morta intorno alle 14 nella sua casa in via di Villa Massimo, in una zona residenziale di Roma a due passi da Villa Torlonia. La scienziata era con alcune persone care che, accortesi del peggioramento delle sue condizioni di salute, in un primo momento – come è stato riferito da loro stessi – hanno chiamato un’ambulanza per portarla alla vicina clinica Villa Margherita. Ma il quadro clinico è andato rapidamente peggiorando e il premio Nobel si è spenta nella sua abitazione.

Nata a Torino il 22 aprile 1909, Rita levi Montalcini nel 1986 vinse il Premio Nobel per la medicina grazie alla scoperta e all’identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa.

E’ stata, inoltre, la prima donna a essere ammessa alla Pontifica Accademia delle Scienze. E’ stata socia dell’Accademia dei Lincei per la classe delle scienze fisiche e tra i soci fondatori della Fondazione Idis-Citta della Scienza.

Figlia di un ingegnere ebreo, Adamo Levi, e di una pittrice, Adele Montalcini, trascorse l’infanzia e l’adolescenza nel capoluogo piemontese, dove frequentò anche la Facolta di Medicina e dove, nel 1936, si laureò con 110 a lode.
Durante il fascismo emigrò in Belgio per tornare poi a Torino dove continuò le sue ricerche neurologiche. Dopo un periodo trascorso nell’astigiano Rita Levi Montalcini si trasferì con la famiglia a Firenze, fino a quando nel 1944 entrò nelle forze alleate come medico.

Alla fine della guerra tornò a Torino dove proseguì la carriera accademica. Nel 1947 accettò un incarico alla Washington University e negli anni successivi lavorò anche a New York e a Rio de Janeiro.

Rimase negli Stati Uniti fino al 1977 e in tutti quegli anni continuò a lavorare per dimostrare l’esistenza del fattore di crescita nervoso, proteina coinvolta nello sviluppo del sistema nervoso nei vertebrati. Grazie a questa scoperta vinse nel 1986 il Premio Nobel per la Medicina. Parte del denaro fu devoluto alla comunità ebraica di Roma per la costruzione di una sinagoga.
Parallelamente al lavoro negli Stati Uniti, Rita Levi Montalcini continuò a seguire diversi in progetti anche in Italia, per conto del Centro nazionale delle ricerche, dell’Istituto superiore di sanita, della Fao e di numerose societa scientifiche.

Accanto alla carriera di accademica e ricercatrice, Rita Levi Montalcini si è sempre distinta anche per le sue battaglie in favore delle donne. Negli anni ’70 partecipò attivamente alle iniziative per la regolamentazione dell’aborto e rinunciò ad avere un marito e una famiglia per dedicarsi completamente alla scienza. Portò avanti anche progetti per aiutare le donne africane ad emanciparsi.

Nel luglio del 1992, insieme alla sorella gemella Paola, fondò in memoria del padre Adamo Levi, la Fondazione Levi-Montalcini Onlus, con il motto ‘Il futuro ai giovani’ per favorire l’orientamento allo studio e al lavoro delle nuove generazioni, diventata operativa nel novembre dello stesso anno.

Nel corso della sua carriera, oltre al Nobel, ottenne altri importanti riconoscimenti, tra cui cinque lauree honoris causa e il Premio Max Weinstein, per i suoi contributi alla ricerca neurologica, il Premio Feltrinelli e il Premio internazionale Saint-Vincent.

Nel 2006, dopo la vittoria dell’Unione alle politiche, il suo voto fu decisivo per accordare la fiducia al governo Prodi, che sostenne fino alla caduta. Tra le molte curiosita che la riguardano c’è anche la decisione dell’Istituto nazionale di Astrofisica di dedicare l’asteoride 9722, scoperto nel 1981 proprio alla scienziata.