CROLLANO I BUY-OUT

7 Agosto 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Mentre il primo semestre dell’anno ha visto
le finanziarie di Wall Street intascare
commissioni per la somma record di 8,4 miliardi
di dollari (6,1 miliardi di euro) per le
operazioni di leveraged buyout (Lbo), il secondo
semestre si preannuncia stagnante.

A seguito della crisi dei mutui subprime,
infatti, cresce sul mercato Usa la cautela
nei confronti degli investimenti più rischiosi,
quali appunto le acquisizioni finanziate
accollando il debito alla società
acquisita. «È impossibile ritenere che per
Wall Street la situazione non si faccia più
difficile – ha commentato Steven Rattner,
cofondatore della società di buyout Quadrangle
ed ex vice presidente di Lazard
Freres & Co. – Ci sarà indubbiamente un
impatto su ricavi e utili». Da giugno il numero
di operazioni di buyout è diminuito
di oltre il 33%, secondo i dati Bloomberg.

A questo ritmo, per le banche verrebbero
meno introiti, sotto forma di commissioni,
pari ad almeno 1,3 miliardi nel secondo
semestre. Jp Morgan, terza banca statunitense,
è quella che rischia di essere
più penalizzata: nel primo trimestre aveva
beneficiato più di ogni altra dall’Lbo.
Insieme a Credit Suisse e Deutsche Bank,
aveva incamerato 919 milioni. Le tre banche
hanno inoltre intascato altri 426 milioni
per consulenze su acquisizioni alle società
di Lbo e 190 milioni da collocamenti
obbligazionari.

Le insolvenze sui mutui ipotecari negli
Usa, a giugno, hanno portato al crollo di
due hedge fund gestiti da Bear Stearns, innescando la caduta dei mercati obbligazionari
mondiali. Società quali la londinese
Cadbury Schweppes, colosso mondiale dei
dolciumi, hanno rinviato collocamenti, e
banche, tra cui Jp Morgan e la tedesca Deutsche
Bank si sono trovate con esposizioni
del tenore di 300 miliardi, somme che si
erano impegnate a fornire per operazioni
di Lbo.

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