CRASH: QUELLI CHE L’AVEVANO PREVISTO

15 Aprile 2000, di Redazione Wall Street Italia

Ripubblichiamo dai nostri archivi (verificare anche su RICERCA NOTIZIE):

GARZARELLI: BORSA AMERICANA SOPRAVVALUTATA DEL 35%

L’analista che previde il crash dell’87, parla adesso di uno scenario molto negativo per Wall Street. Il suo avviso: l’eccessivo ottimismo e’, come al solito, un indicatore da interpretare al contrario.

24 NOVEMBRE 1999 9:48 NEW YORK (WSI)

Elaine Garzarelli, l’analista diventata famosa per aver previsto nell’agosto del
1987 il crash di Wall Street del successivo ottobre, ha oggi rivelato di essere
estremamente pessimista sul futuro della borsa di New York.

In un’intervista a un canale Tv americano, la Garzarelli ha sostenuto che gli
indicatori di mercato da lei monitorati sono negativi ormai da parecchio tempo.
Ma ce n’e’ uno in particolare – ha detto – quello che mette in relazione il
rendimento delle azioni al tasso di inflazione corrente (che fu determinante nel
redarre la previsione del crash dell’87 nonche’ il mercato orso del 1990) che
oggi, soprattutto dopo il rialzo dell’indice Standard & Poor’s 500 delle ultime 3-4
settimane, e’ salito al top della zona di rischio.

Inoltre la Garzarelli considera un segnale d’allarme il ”sentiment” attuale
percepibile sul mercato azionario americano, cioe’ l’atteggiamento generale
degli investitori e delle newsletters specializzate in finanza: e’ diventato negli
ultimi tempi molto ”bullish”, cioe’ tutti si aspettano ulteriori rialzi. L’analista
ricorda che il ”sentiment” e’ un indicatore da interpretare al contrario, cioe’ piu’ e’
forte l’ottimismo a Wall Street e piu’ ci si devono aspettare cali dei prezzi in
borsa.

La sostanza e’ che gli indicatori di Elaine Garzarelli (in tutto 13) sono scesi
dalla precedente lettura del 52% all’attuale 38%. Al di sotto della soglia del
30%, secondo l’analista, scatta l’allarme rosso, si tratta cioe’ di un segnale
estremamente negativo. Quel livello non e’ stato ancora raggiunto, tuttavia,
anche se non manca molto. Il rischio, dice la Garzarelli, e’ che se la Federal
Reserve decidera’ di aumentare come e’ molto probabile i tassi d’interesse, i
money manager saranno costretti a rivedere al ribasso gli utili stimati delle
aziende Usa.

Allora potrebbe presentarsi il caso di una correzione a Wall Street. Il che
livellerebbe al ribasso l’attuale sopravvalutazione dei prezzi azionari, che
l’analista fissa ad oggi al 35% (rispetto all’indice S&P 500).

Nonostante cio’ la Garzarelli non ritiene che il ribasso alla borsa di New York
possa essere di questa entita’, soprattutto perche’ l’economia degli Stati Uniti e’
ancora molto forte. Un fattore determinante in termini di tenuta dei prezzi sara’ il
livello di inflazione futura anche alla luce dei possibili interventi della Fed (uno o
due rialzi dei tassi); se l’inflazione american potra’ essere contenuta al 3-3,50%,
allora lo scenario sara’ meno grigio per il mercato azionario Usa.

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GURU MERRILL LYNCH PREVEDE CRASH A WALL STREET

Si tratta di Bob Farrell, senior investment advisor della piu’ grande banca d’affari del mondo. Esclusiva di Wall Street Italia.

21 OTTOBRE 1999 6:13 NEW YORK (WSI)

Nonostante Wall Street sia oggi in gran rialzo (S&P +1,83%, Nasdaq +2,90%),
suona l’allarme a New York in pochi riservati circoli. Secondo quanto
WallStreetItalia.com e’ in grado di riferire, Bob Farrell, uno dei guru della borsa
americana e senior investment advisor della Merrill Lynch, ha appena inviato ai
clienti un rapporto in cui scrive: il mercato azionario Usa e’ alle soglie di un
forte, improvviso ribasso.

Nel rapporto Farrell scrive d’essere convinto che il calo di quest’anno dei
maggiori indicatori di borsa dai massimi della scorsa estate, sara’ maggiore del
sell-off dell’anno scorso scatenato dalla crisi in Russia e sui mercati asiatici.
Nel 1998 gli indici Standard & Poor’s 500 e Dow Jones registrarono ribassi di
circa il 20%, ma poi recuperarono velocemente quando la Federal Reserve
decise di evitare un crash finanziario e valutario globale immettendo liquidita’. La
Fed infatti ribasso’ per ben tre volte i tassi d’interesse Usa.

Farrell – che non e’ uno di quei personaggi di seconda fila, ma anzi e’ nella ”Top
5” dei guru di Wall Street – ritiene che sia soltanto questione di tempo prima
che l’ottimismo a tutti i costi e il rialzismo a oltranza si avviino alla
capitolazione, e ovviamente sara’ troppo tardi rispetto ai moniti cosi’ chiari di
Alan Greenspan.

Lo scenario infatti, per lo stratega azionario della Merrill Lynch, e’ il seguente:

– Ci sara’ un crack tra i leaders del mercato, cioe’ le blue chips.

– Proseguira’ l’irrigidimento della politica monetaria da parte della Fed.

– I numeri dell’inflazione continueranno a crescere.

– Il dollaro e’ in calo e rimarra’
debole.

– Si verifichera’ un forte deterioramento della fiducia degli investitori.

Con il Dow e lo S&P 500 in calo di circa il 12% dai massimi dell’estate scorsa
(rispettivamente agosto e luglio) ”siamo a mala pena a meta’ strada, nella
caduta degli indici”, scrive Farrell.