COSA NASCONDONO I BILANCI PRO FORMA

8 Agosto 2001, di Redazione Wall Street Italia

Le societa’ americane continuano a evidenziare risultati di bilancio che non corrispondono a quelli che si otterrebbero utilizzando i criteri contabili universalmente accettati (GAAP).

Generalmente chiamano questi risultati “pro forma”, o fanno ricorso a espressioni del tipo “core net earnings” (utili netti dell’attivita’ principale), come nel caso di Procter & Gamble (PG – Nyse), o “cash earnings per share before realignment charges” (utili liquidi per azione prima dei riallineamenti dovuti ad oneri straordinari), come SCI Systems (SCI – Nyse), o altre ancora.

Questi bilanci in realta’ sono redatti con artifici contabili, in modo da evidenziare cio’ che le societa’ vogliono. Risultato: emerge un quadro generale decisamente caotico.

Per esempio Cisco (CSCO – Nasdaq) ha escluso dal risultato pro forma un onere straordinario pre-tasse dovuto ad una svalutazione delle rimanenze.

Lo stesso onere invece e’ stato contabilizzato da Nortel Networks (NT – Nyse).

Microsoft (MSFT – Nasdaq), nel risultato pro forma, ha escluso un onere dovuto alla svalutazione delle partecipazioni azionarie, che la stessa societa’ aveva contabilizzato nel mese precedente, quando tali partecipazioni avevano generato un utile.

Gli stessi analisti seguono i criteri adottati dalle societa’, elaborando le loro stime sui risultati pro forma e non su quelli puramente contabili.

Ovviamente questa mancanza di trasparenza penalizza soprattutto i piccoli investitori.

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I BILANCI PRO-FORMA SONO UN TRUCCO CONTABILE