COREA DEL NORD: PRONTI ALLA GUERRA

13 Giugno 2009, di Redazione Wall Street Italia
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(WSI) – La Corea del Nord minaccia di proseguire il suo programma di arricchimento dell’uranio e di utilizzare le sue riserve di plutonio a fini militari. Dopo l’inasprimento delle sanzioni da parte del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, Pyongyang ha inoltre annunciato che considererà i tentativi Usa di bloccare il suo programma nucleare come un “atto di guerra”.

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La dichiarazione del governo nord coreano arriva dopo la decisione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che aveva deciso all’unanimità un inasprimento le sanzioni contro il Paese asiatico. Tra le decisioni delle Nazioni Unite l’ispezione delle navi sospettate di portare in Corea del Nord materiale proibito dall’embargo e utile per il programma atomico.

“L’opzione che consiste nell’abbandono delle armi nucleari è diventata cosa impossibile, e poco ci importa che alcuni ci autorizzano o no a disporre di armi nucleari”, dice il comunicato del ministero degli Esteri nordcoreano.

Nel comunicato il ministero degli Esteri nordcoreano precisa che in risposta alla risoluzione 1874 Pyongyang “procederà all’utilizzo militare di tutto il plutonio recentemente estratto” insieme all’avvio delle procedure di arricchimento dell’uranio, sottolinenando che il Paese dispone della tecnologia necessaria grazie alla costruzione di reattori ad acqua leggera.

“Se gli Stati Uniti ed i loro seguaci cercheranno di attuare un ‘blocco’ della Corea del Nord, opporremo risolute azioni militari” aggiunge minacciosa la nota che definisce la risoluzione Onu “un vile risultato delll’offensiva guidata dagli Stati Uniti di pressione internazionale tesa a minare l’ideologica della Repubblica democratica della Corea ed il suo sistema scelto dal popolo disarmandola e soffocando la sua economia”.

E il secondo test nucleare condotto da Pyongyang, che ha provocato l’inasprimento delle sanzioni, sarebbe stato, secondo i nordcoreani, proprio una “misura di auto difesa per fronteggiare questi atti ostili da parte degli Stati Uniti”. L’ambasciatore degli Usa all’Onu, Susan Rice, ha dichiarato che “l’amministrazione Obama è decisa a fermare e ispezionare le navi sospette”.

Nella notte la Corea del Sud ha rafforzato la presenza militare sulla frontiera marittima con la Corea del Nord.

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