Breaking news pagina 128
Tra i dati in uscita oggi i verbali della BCE sulla riunione del 18 dicembre
Eni sigla un accordo vincolante con Socar, società petrolifera statale della Repubblica dell’Azerbaijan, per la cessione di una quota del 10% nel Progetto Baleine
Wall Street apre in positivo dopo che il presidente Trump ha escluso l’uso della forza per acquisire la Groenlandia, nonostante le critiche alla Danimarca e altri alleati. I principali indici azionari, come il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq, registrano aumenti. Il petrolio Wti segna un leggero calo, mentre l’oro raggiunge un nuovo record.
La multinazionale farmaceutica Johnson & Johnson ha registrato un notevole incremento delle vendite e degli utili nel quarto trimestre, con previsioni positive per il 2026. Le vendite hanno raggiunto i 24,56 miliardi di dollari, mentre l’utile per azione diluito è salito del 48,9%.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a crescere, con un incremento del 14,1% nella settimana al 16 gennaio, secondo la Mortgage Bankers Association. I tassi sui mutui trentennali sono diminuiti leggermente al 6,16%.
La Borsa di Hong Kong registra un rialzo grazie alla ripresa dei settori tecnologico e dei consumi, interrompendo una serie di quattro giorni di perdite. Il sentiment positivo è sostenuto dai future statunitensi, mentre gli investitori attendono il discorso di Donald Trump al World Economic Forum.
A novembre, l’indice destagionalizzato della produzione nel settore delle costruzioni ha registrato una diminuzione dell’1,2% rispetto a ottobre, come indicato dall’Istat. Tuttavia, il trimestre settembre-novembre 2025 ha mostrato un incremento dell’1,3% rispetto al trimestre precedente. Su base annuale, l’indice grezzo e quello corretto per gli effetti di calendario sono aumentati del 3,2%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso in calo, influenzata dalle minacce doganali di Donald Trump verso l’Europa. L’indice Nikkei 225 ha perso lo 0,41%, mentre il Topix è sceso dello 0,99%, con il settore finanziario particolarmente colpito.
“È una decisione che abbiamo preso guardando avanti e che considero una naturale evoluzione della nostra organizzazione aziendale, anche nella prospettiva futura di un possibile passaggio generazionale”, commenta Remo Ruffini
L’inflazione torna ad accelerare nel Regno Unito per la prima volta in cinque mesi