BIPOP CARIRE: POLLICE VERSO DEGLI ANALISTI

16 Maggio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Non c’è pace per Bipop Carire all’indomani della presentazione dei dati del primo trimestre che oggi sono stati definiti deludenti dagli analisti e conseguenti massicce vendite da parte degli investitori.

Se ieri infatti, in un primo momento, i dati avevano portato il sorriso tra gli operatori, (vedi anche Bipop: per gli analisti è hold) ad una lettura più approfondita e dopo la conference call con i responsabili dell’istituto, gli analisti hanno posto il pollice verso e espresso giudizi negativi.

L’istituto bresciano ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto consolidato in calo del 62,8% a €44,7 milioni. Per la prima volta la relazione comprende il consolidamento integrale di Entrium.

“I risultati sono stati molto deludenti – commenta a WallStreetItalia Manuela Meroni analista della Metzler Capital Market – perché inferiori alle nostre attese dell’8% per gli utili e del 10% per i ricavi. Sono risultati deludenti i profitti delle commissioni e preoccupano le perdite da operazioni finanziarie proprie. L’incremento dei costi evidenzia, poi, una scarsa flessibilità. Infine anche se salgono i clienti online, scendono i profitti delle commissioni”.

Ancora più pesante il giudizio di un analista di una banca d’affari americana che chiede l’anonimato per politica aziendale: “I risultati di Bipop sono molto deboli perché a ben vedere l’istituto non ha fatto soldi e gli utili arrivano da manovre di securitizzazione. Il tipo di business, brokeraggio e gestione dei fondi, ha risentito delle condizioni del mercato azionario su cui è particolarmente esposta Bipop. La società ha tenuto una politica aggressiva in termini di investimenti che è stata esagerata, soprattutto nel 4° trimestre 2000 anche alla luce dell’andamento del mercato”.

Per Carlo Enrico di Goldman Sachs “i risultati deboli erano attesi e hanno riflesso le turbolenze dei mercati azionari dei primi tre mesi dell’anno. D’altra parte per la prima volta i risultati hanno mostrato l’abilità del management di rifocalizzarsi dalla crescita del fatturato e dal controllo dei costi. Questo è di buon auspicio per il resto del 2001”.

Sui conti dell’anno in corso non è altrettanto positiva e fiduciosa Manuela Meroni: “Per il 2001 hanno stimato un utile di 600 miliardi di lire che è più basso rispetto alle nostre attese. La view peggiorerebbe in caso dovessero vendere la controllata Azimut, come ipotizzato in questi giorni, che ha una rete valida e rappresenta una parte prevalente nel core business della società. Vendere per poi dei soldi farne cosa?”.

Su dove vada il titolo e quale sia il prezzo obiettivo alla Metzler prendono tempo, ma difficilmente sarà un rating positivo.

Carlo Enrico ritiene invece “che il titolo abbia già scontato gran parte delle cattive notizie e che il primo quadrimestre si rivelerà il più debole del 2001”. Anche per questo Goldman resta neutrale mantenendo un rating di Market Perform (farà come il mercato).

Sotto il profilo dell’analisi tecnica, il titolo è stato oggetto di vendite dopo la pubblicazione della trimestrale e al momento viaggia in area €4,80-€5.

“Tecnicamente – commenta Graziano Poli di Simcasse – Bipop è vicino al supporto dei €4,80 e non dovrebbe scendere ancora, malgrado il trend discendente. Eventualmente il supporto inferiore sarebbe quello a €4,40. Se ritornano gli acquisti la prima resistenza è a €5,15 e poi a €5,35”.

Per Andrea Savio, analista tecnico della Gestnord Intermediazione, “il titolo non è da comprare a questi prezzi, considerato anche il mercato negativo. Primi acquisti speculativi a €4,5-€4,6, mentre acquisti più sicuri a €4”.