BIOTECH: AUMENTANO ACQUISTI INSIDER

23 Maggio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Nei mesi di marzo e aprile gli acquisti insider in generale sono stati relativamente scarsi, ma quelli da parte di dirigenti di piccole societa’ biotecnologiche e di ricerca farmaceutica – quali Trimeris, Medicines Co. e Alexion Pharmaceuticals – sono aumentati notevolmente rispetto ai tre mesi precedenti.

Secondo dati di Thomson Financial/Lancer Analytics gli insider del settore hanno speso $20 milioni a marzo e $17 milioni ad aprile contro i $3 milioni di febbraio. Gli acquisti rimangono comunque inferiori ai $35 milioni spesi lo scorso ottobre, ma sono effettuati per la maggior parte da dirigenti di societa’ a microcapitalizzazione, mentre per le societa’ piu’ note le vendite continuano.

Gli operatori del mercato mettono pero’ in guardia gli investitori dal trarre conclusioni di merito della societa’ in base agli acquisti insider e sottolineano come questi titoli siano spesso ad alto rischio.
Di solito le societa’ biotecnologiche a microcapitalizzazione non presentano alcun guadagno e tutto cio’ che hanno da offrire sono dei risultati su test clinici di prodotti in via di sviluppo.

“Investire in microcap biotecnologiche e’ come andare al casino””, ha commentato Anthony Marchese, a capo degli investimenti di Laidlaw Insider Trend Fund.
“Per qualche ragione”, ha pero’ aggiunto l’analista Paul Elliott di Thomson Financial, “i dirigenti del settore sembrano essere molto ottimisti”.

Una delle ragioni, secondo il Wall Street Journal puo’ essere il fatto che questi titoli sono molto piu’ economici che in passato – alla fine del primo trimestre del 2001 l’indice Nasdaq Biotech era in calo del 29% per l’anno e di oltre il 50% dai massimi dell’anno scorso.

Dalla fine di marzo, pero’, il settore e’ in ripresa e il Nasdaq Biotech sta perdendo solo il 4,6% per l’anno.

“Se i prezzi rimangono cosi’ bassi si assitera’ a un aumento dell’attivita’ di fusione”, ha commentato Timothy Bepler, gestore dell’Orbitex Health & Biotechnology Fund, citando il recente acquisto della societa’ biotecnologica Rosetta Inpharmatics da parte di Merck & CO (MRK – Nyse).

I gestori di portafoglio rimangono entusiasti sulle prospettive a lungo temine del settore, sia per gli sviluppi scentifici raggiunti che per la maggiore liquidita’ disponibile per la ricerca dovuta all’offerta record di titoli biotech nel 2000.

Nel breve termine, pero’, lo scenario non e’ cosi’ roseo e la correzione potrebbe continuare. Per molte delle societa’ una larga porzione di azioni e’ ancora in mano ai venture capitalist e in parecchi casi il periodo di lockup delle azioni sta per scadere.