BANCHE: DAL LASSISMO
ALLA RIGIDITA’ ASSOLUTA

9 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro ieri è proseguito il rialzo dei tassi di mercato sulla scia del recupero dei listini azionari e dell’annuncio del salvataggio delle due agenzie di mutui americane. Il differenziale 2-10 anni è si è portato sotto i 3 pb, mentre continuano a rimanere elevati i differenziali tra i paesi periferici e core.


Ieri Trichet ha approvato la decisione del governo americano, soffermandosi ancora una volta sul livello elevato dell’inflazione, mentre ha definito la crescita media in rallentamento ma comunque positiva. Il tema inflazione è stato anche trattato da Almunia, commissario Ue agli affari monetari, che ha evidenziato come è troppo presto per parlare di spirale inflazionistica, ma allo stesso tempo vi sono dei segnali, come il forte rialzo del costo del lavoro, che la fanno percepire.


Almunia ha inoltre aggiunto che le previsioni economiche che la Commissione europea pubblicherà vedranno una revisione al ribasso delle stime di crescita ed un rialzo dell’inflazione. Sul decennale la resistenza si colloca a 4,15%.


Negli Usa si è assistito ad una giornata piuttosto contraddittoria sui mercati. Il salvataggio di Fannie Mae e Freddie Mac ha supportato il mercato azionario ma allo stesso tempo non ha fugato i timori di possibili ulteriori notizie negative derivanti dalla perdurante crisi del credito.


A testimonianza di ciò l’andamento del mercato obbligazionario: l’effetto immediato dell’annuncio del piano si era risolto in un rialzo dei tassi che è completamente rientrato nel corso della giornata posizionandosi addirittura sotto il livello di venerdì sul comparto decennale. Era scontato il calo dei corsi di Fannie Mae e Freddie Mac (perdite comprese tra l’80 ed il 90%) così come anche il recupero dei titoli obbligazionari emessi dalle due agenzie (gli spread rispetto ai Treasury sono tornati sui livelli di maggio), ma era sicuramente meno atteso il dicotomico andamento tra mercati azionari ed obbligazionari.

Secondo quanto riportato dal Wsj il piano di salvataggio sarebbe rientrato in un tentativo di frenare le vendite di titoli delle agenzie da parte di grossi investitori esteri, soprattutto asiatici. Sul fronte finanziario l’attenzione nel breve è ancora concentrata su Lehman che ieri, in controtendenza con il comparto, ha perso circa il 13%, dopo l’uscita di un report di Merrill Lynch che ha aumentato del 65% la svalutazione attesa in sede di presentazione dei conti trimestrali il prossimo 16 settembre. Nel frattempo sul fronte macro il credito al consumo di luglio conferma come le banche stanno accelerando nel processo di restrizione del credito. Per oggi resistenza a 3,75% sul comparto decennale.


Valute: il Dollaro è stato interessato da una giornata dai due volti. La prima reazione al piano di salvataggio si è tradotta in marcato deprezzamento vs. Euro fino alla soglia di 1,44. Successivamente è ripreso il forte trend di apprezzamento arrivando questa mattina in prossimità di 1,4050. Il piano di salvataggio presenta due implicazioni opposte per il biglietto verde: una positiva, se si considera l’impatto favorevole sul mercato immobiliare, ed una negativa se si prende in esame il deterioramento dei conti pubblici Usa derivante dal forte costo del piano stesso.


Il primo punto è probabilmente destinato ancora a perdurare in un contesto in cui anche da un punto di vista tecnico emerge la possibilità di estendere il movimento fino alla soglia di 1,38, pari alla metà del ritracciamento del movimento da fine 2005. Primo supporto in prossimità di 1,40. Torna ad apprezzarsi lo Yen sulla scia dei marcati ribassi dei listini asiatici nel corso della notte. Verso Euro è tornato in prossimità dell’area di supporto individuata intorno a 150. La resistenza si colloca a 157. Il cross ultimamente è molto volatile, influenzato sia dall’andamento dei listini azionari sia dal cross Euro/Dollaro.

Materie Prime: il greggio Wti si mantiene intorno ai 105$ nella giornata in cui si terrà la riunione dell’Opec a Vienna. Non dovrebbe essere deciso alcun taglio alla produzione, alla luce anche della dichiarazione dell’Arabia Saudita secondo cui il mercato è in equilibrio al momento. Nel frattempo segnaliamo che l’uragano Ike potrebbe colpire nel week end gli impianti Usa del Golfo del Messico. Attualmente le previsioni sono però piuttosto incerte. Positivi i metalli industriali guidati dal piombo (+2,6%). L’apprezzamento del Dollaro ha pesato sui preziosi, in modo particolare sull’argento (-2,1%). Tra gli agricoli in calo il grano (-1%) sulla speculazione che la produzione globale record supererà la domanda. In rialzo la soia (+1,2%).

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