BANCARI: LA CORSA E’ DESTINATA A PROSEGUIRE?

14 Marzo 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Il settore bancario è in grande fermento in Italia: l’incontro tra l’Amministratore Delegato di Abn Amro Rijkman Groenink ed il Governatore di Banca d’Italia, Antonio Fazio, rilancia l’ipotesi di una maggiore apertura del sistema bancario italiano a capitali provenienti dall’estero.

L’indice settoriale domestico relativo al comparto bancario ha messo in evidenza una crescita del 26% circa dai minimi estivi al recente top di marzo, un guadagno in linea con quello del mercato (il Mibtel nello stesso periodo è cresciuto del 27% circa, con la differenza che il settoriale ha fatto registrare nuovi massimi a marzo rispetto al top di febbraio, mentre l’indice si trova per il momento sotto i record dello scorso mese).

Si tratta di una crescita eccessiva, che nasconde nell’ampiezza del suo sviluppo i presupposti per una futura correzione, oppure vi sono ancora spazi di crescita tali da giustificare ancora un interesse sul comparto in ottica di investimento ? Il settoriale Mib Bancari si muove dai minimi dell’ottobre 2002 all’interno di un canale rialzista con limite superiore attualmente in area 2830 circa, una quota superiore al top di aprile 2002 (a 2720) e non troppo distante dal 62% retracement del ribasso dai massimi del 2000.

Il trend crescente in atto non dovrebbe incontrare quindi particolari ostacoli fino ad area 2800, e casomai il problema in termini di sostenibilità del rialzo verrà una volta raggiunti quei livelli, il cui superamento, con gli elementi attualmente a disposizione, non si può dare per scontato. Dal test di area 2650 potrebbero derivare flessioni, ma il sostegno offerto dalla trend line che sale dai minimi di agosto 2004, passante attualmente in area 2550/60 appare solido, in grado di resistere ad eventuali flessioni di natura puramente tecnica.

Anche discese al di sotto della quota indicata, che necessiterebbero tuttavia probabilmente di un mutamento in senso peggiorativo del sentiment con il quale il mercato guarda al comparto (in altre parole dovrebbe venire meno l’appeal speculativo di molti dei titoli che compongono il paniere, cosa possibile ma nel breve poco probabile), pur completando un piccolo doppio massimo e lasciando quindi intravedere lo sviluppo di una fase ribassista, con obiettivo la media a 100 sedute (a 2450 circa), non andrebbero ad interessare la base del canale rialzista di lungo periodo, e potrebbero quindi avere effetto limitato sulla prospettiva di un successivo test dei 2800 punti.

Che il destino a medio termine per il comparto sia ancora al rialzo lo conferma anche il comportamento del grafico di forza relativa che mette in rapporto il settoriale con l’intero mercato (rappresentato dal Mibtel): in passato la tendenza della curva sintetica è stata quella di seguire l’andamento del comparto, muovendosi quindi al rialzo nelle fasi di crescita, come ad esempio durante il periodo ottobre 2002 – dicembre 2003, ed al ribasso durante le pause o le fasi di calo, come nel periodo dal dicembre 2003 al maggio 2004.

Recentemente sul grafico di forza relativa è stata registrata la rottura contemporanea della trend line proveniente dai massimi dell’estate e della media a 200 sedute, entrambi segnali che fanno pensare ad un probabile proseguimento della fase rialzista, un presupposto positivo anche per l’andamento del comparto, ed indirettamente anche del Mibtel, in base alle relazioni evidenziate in precedenza, secondo le quali il settore delle banche tende a sovraperformare l’indice generale nelle fasi di borsa al rialzo.

Date le prospettive di crescita dei bancari, confermate almeno fino a che il settoriale si manterrà al di sopra dei 2450 punti, gli investitori potrebbero domandarsi su quali titoli puntare la propria attenzione.

Una analisi effettuata con il metodo della media / varianza, mettendo cioè a confronto il risultato ottenuto per ciascun strumento dal rapporto tra il rendimento in un determinato periodo con la volatilità dei rendimenti stessi, per i 12 titoli del settore bancario compresi all’interno del paniere S&PMib, mostra che negli ultimi mesi si sono comportati molto bene Antonveneta, Capitalia, San Paolo Imi, Unicredito e Banca Intesa, quindi i maggiori (in termine di controvalore scambiato) protagonisti del settore. Meno eclatante, anche se da valutare sempre positivamente, il comportamento di BP Milano, BNL e Banca Fideuram.

Grande attenzione tuttavia deve essere posta, nel caso si decida di allocare una parte delle proprie risorse su questi titoli, nel seguire da vicino la posizione acquisita, dal momento che parte del loro appeal è legato a considerazioni di tipo speculativo (la possibilità di vedere contesa la proprietà o il controllo di alcuni degli Istituti citati sia da parte di capitali domestici, sia stranieri) che potrebbero renderne i corsi molto volatili, e non solo al rialzo, anche in futuro.

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