Arte, contemporanei ancora protagonisti

8 Marzo 2018, di Redazione

di Paolo Ceccherini

Il mercato dell’arte dopo un anno record cerca un ulteriore slancio nel 2018 e le prospettive sono ottimistiche

Il mercato dell’arte guarda al 2018 con fiducia dopo i risultati positivi dell’anno passato. In particolare per quanto riguarda la pittura, premiata trasversalmente in tutti i suoi settori. Ci si attende un ulteriore slancio, guidato da tre fattori trainanti: la diffusione su grande scala dell’arte, ormai arrivata “a portata di app”, la proliferazione dei musei, su tutti il Louvre di Abu Dhabi appena inaugurato e dove si potrà presto ammirare l’opera più pagata della storia, il “Salvator Mundi” di Leonardo da Vinci (450 milioni di dollari in asta) e infine la continua crescita della domanda proveniente dal mercato dell’arte cinese.

L’arte contemporanea è il segmento più vivace

L’arte contemporanea, da anni protagonista, è il segmento più vivace. L’attrattiva in ottica finanziaria continua a essere forte ed è legata alle clamorose rivalutazioni delle opere avvenute nell’arco di pochi anni, un fenomeno che continua a stupire anche gli esperti.
Ne è un esempio la vendita di Untitled (1982) di Jean-Michel Basquiat dello scorso 18 maggio 2017 che, letta in ottica finanziaria, mette in luce l’enorme potenziale dell’arte contemporanea. L’opera fu acquistata nel 1984 per appena 20.000 dollari ed è stata battuta da Sotheby’s lo scorso maggio per 110 milioni di dollari. In termini di rendimento questo investimento ha avuto un tasso di crescita annuale di oltre il 29% per 33 anni, segnando un risultato eccezionale.
Nella fascia media del mercato, un altro caso molto interessante è stata la vendita di un’opera di Keith Haring, un Untitled del 1985, acquistata nel 1993 per 5.051 dollari e rivenduta a marzo 2017 per 316.680 dollari. Anche nella fascia sotto i mille dollari si trovano buone opportunità come accaduto con Undefined, opera di Franz West comprata nel 1993 per 500 dollari e rivenduta nel 2017 a 9.435 dollari.
Questi risultati, uniti all’effetto moda, spiegano l’elevato appeal finanziario dell’arte contemporanea. Tuttavia occorre ricordare che i prezzi di questo segmento seguono un’evoluzione molto più irregolare rispetto ai prezzi degli altri comparti. Periodicamente le vendite in questo segmento beneficiano dell’entusiasmo dei collezionisti per poi soffrire delle loro esitazioni. Ne sono un esempio alcune recenti clamorose minusvalenze: l’opera Ruf Neck dell’artista Christian Rosa fu acquistata nel 2014 per 168.987 dollari per essere rivenduta nel 2016 ad appena 23.880 dollari. Untitled (2007) dell’artista Dash Snow venne acquistata nel 2014 a 15.981 dollari e ceduta nel 2016 per soli 2.125 dollari.

Attenzione alla liquidità

Non solo forte volatilità. Quando ci si interessa all’acquisto di opere di artisti contemporanei bisogna prestare molta attenzione anche alla liquidità. Nel caso di alcuni può accadere che la rivendita dei lavori si dimostri molto ardua. Questa situazione è generalmente originata da un’asimmetria informativa tra l’offerta e la domanda che si accentua sugli artisti emergenti ma che è presente anche per molti artisti primari. Un esempio clamoroso si è registrato lo scorso ottobre da Christie’s a Londra dove l’importantissima opera dell’artista Francis Bacon “Study of Red Pope 1962. 2nd version 1971”, stimata 60 milioni di sterline, è rimasta inaspettatamente invenduta. Il primo test per capire l’appetito dei collezionisti per l’arte contemporanea nel 2018 saranno le aste “Post war and Contemporary art evening auction” di Christie’s e Sotheby’s a Londra nelle serate del 6 e 7 marzo.

Se l’arte contemporanea è una certezza da anni, un ritorno a sorpresa si è avuto per gli artisti del segmento “impressionismo e arte moderna”. Molti osservatori parlavano di un mercato ormai saturo, dove solo pochi prestigiosi lotti avrebbero trovato gloria tra i compratori. In realtà il settore sta registrando numeri importanti: nelle aste “evening sale” dello scorso autunno sono stati fatturati oltre 750 milioni di dollari, un incremento dell’86% rispetto al 2016. Il trend probabilmente continuerà nel 2018. La ragione è la maggiore stabilità dei prezzi delle opere di qualità rispetto all’arte contemporanea e una minore difficoltà di attribuzione rispetto all’arte antica. C’è poi un crescente interesse da parte dei compratori asiatici, soprattutto cinesi. Le prospettive per il 2018 sono molto positive, soprattutto per le opere di qualità che sempre di più scarseggiano nelle mani dei privati in quanto musei pubblici e privati di tutto il mondo restano tra i principali cacciatori di questi capolavori. Il prossimo appuntamento con le aste dedicate a questo segmento sarà a Londra il 27 e 28 febbraio, dove Christie’s e Sotheby’s terranno la prima edizione 2018 delle aste “Impressionist and Modern art evening sale” e “Surrealist art evening sale”.

In un mercato dove impressionismo e arte contemporanea fanno la parte del leone, anche per l’arte antica si sono aperte buone opportunità. Guardando al 2018 il segmento Old master continuerà a pagare lo scotto della difficoltà di attribuzione delle opere e la maggiore probabilità di imbattersi in un falso. Detto questo opere di qualità e con una storia certificata avranno migliori chance di trovare compratori sul mercato rispetto agli anni passati grazie al lavoro delle principali case d’asta, che svolgono una continua ricerca e valorizzazione di questo tipo di opere, e alle fiere dedicate, tra le quali in Italia la Biennale dell’antiquariato di Firenze. A rafforzare le aspettative sul settore, oltre al Salvator Mundi di Leonardo, i due top price del 2017, “Ehrenbreitstein” dell’artista J.M.W. Turner, venduta per 18,5 milioni di sterline e l’opera “Venezia: il ponte di Rialto con Palazzo dei Camerlenghi” di Francesco Guardi, aggiudicata per 26,2 milioni di sterline.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di febbraio del mensile Wall Street Italia