AMERICA: GLI INVESTIMENTI TIRANO MENO, PERO’…

16 Maggio 2005, di Redazione Wall Street Italia

*Antonio Cesarano e’ il Responsabile Desk Market Research di MPS Finance. I suoi commenti non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

_______________________________________

In calo a marzo gli acquisti netti di asset negoziati in Usa da parte di investitori non residenti. Il dato e’ passato da $84 a 45,7 miliardi, ai minimi dall’ottobre del 2003.

Il dato complessivo è stato condizionato in modo rilevante dalle transazioni effettuate dai c.d. “Official”, al cui interno sono ricomprese le banche centrali. In questo caso il saldo netto è risultato negativo (-14,4Mld$, primo valore negativo dall’agosto del 2003), in seguito principalmente a vendite nette di Treasuries per 15Mld$. Stabile invece il saldo da parte dell’altra categoria di investitori (c.d. private).

Hai mai provato ad abbonarti a INSIDER? Scopri i privilegi delle informazioni riservate, clicca sul
link INSIDER

All’interno dei detentori di Treasuries si è sostanzialmente stabilizzato l’ammontare di Treasuries detenuto da Giappone e Cina (quest’ultimo in lieve calo). In netto aumento invece l’ammontare di Treasuries detenuti dai “Caribbean banking centers” (a marzo rappresentano il terzo detentore straniero di Treasuries) nell’ambito dei quali sono ricompresi i Treasuries detenuti dagli hedge funds. In incremento anche l’ammontare di titoli del debito pubblico detenuti da investitori residenti in UK.

In sintesi le informazioni più salienti del dato odierno si riferiscono principalmente al comparto Treasuriees:
1) per la prima volta nell’arco di circa 1,5 anni, le banche centrali estere sono risultate venditrici nette di Treasuries;
2) nell’ambito dei Treasuries aumenta il ruolo svolto dagli hedge funds, che, essendo tipicamente investitori speculativi, presentano posizionamenti molto mutevoli.

Gli effetti sui mercati sono stati molto limitati.
Al momento sul mercato forex pesano in modo più marcato altri fattori, tra cui il differenziale di crescita e di tasso Euro-Usa, oltre verosimilmente all’impatto del rimpatrio dei capitali realizzati all’estero da parte delle corporate Usa, il cui beneficio fiscale è subordinato all’utilizzo di tali fondi in investimenti nell’ambito dell’attività svolta dalle stesse aziende.

Inoltre, l’attesa di una possibile rivalutazione dello Yuan, divenuta più forte nelle ultime settimane, ridimensiona in prospettiva le pressioni al deprezzamento del Dollaro, concentrate in passato principalmente verso solo Euro, collegate ai deficit gemelli.

Il tema del peso del deficit commerciale Usa, sebbene in lieve ridimensionamento a marzo, rimane però sempre estremamente rilevante soprattutto laddove il finanziamento dello stesso, assicurato finora in larga misura dai copiosi acquisti di Treasuries da parte delle banche centrali asiatiche, evidenzi segnali di ridimensionamento a favore di investitori con ottiche temporali e finalità diverse come gli hedge funds.