ALITALIA, O SI REGGE DA SOLA O VA CEDUTA

22 Aprile 2004, di Redazione Wall Street Italia

Il Ministro dell’economia Giulio Tremonti ha invitato l’Alitalia a un piano di risanamento che regga a prescindere da interventi del Tesoro sotto forma di abbuoni fiscali, di diritti aeroportuali e costi assicurativi, a carico del contribuente. E’ probabile che questi aiuti siano considerati distorsivi della concorrenza, da parte delle compagnie rivali, con conseguenti ricorsi europei. Tremonti ha fatto bene.

L’Alitalia deve darsi un piano basato su criteri economici, non su aiuti. Il progetto del nuovo amministratore delegato Zanichelli è molto ambizioso. Punta su una crescita del fatturato del 30% al 2006, al 60% del mercato nazionale. Ma conta sui cosiddetti “requisiti di sistema”, termine fantasioso con cui si fa riferimento a privilegi per almeno 120 milioni di euro annui: che non sono poi affatto sufficienti (nel 2003 Alitalia ha perso 511 milioni di euro).

L’ex amministratore delegato Mengozzi aveva previsto, nel suo piano assai meno ambizioso, un surplus di 5 mila addetti. Con Zanichelli gli esuberi sono meno di un migliaio, ma con interventi di sostegno per altri 2000-2500 addetti. Il sindacato non fa il proprio mestiere sostenendo il nuovo piano solo perché sembra ridurre di 1500 unità i candidati a cassa integrazione lunga e formazione per trovare una nuova occupazione.

Mantenere le imprese con i soldi dello Stato non è una politica valida: alla fine sono i lavoratori-contribuenti medesimi, a doversi sobbarcare buona parte dei costi delle inefficienze economiche, tramite minore sviluppo della produttività e minore crescita e quindi minori possibilità di aumenti di retribuzione e di riduzioni fiscali.

Quanto al Ministro del lavoro Maroni che protesta per la linea di Tremonti ed esprime preoccupazioni per l’occupazione, gli ricordiamo che la Lega Nord è sempre in prima linea nel criticare gli interventi assistenzialistici a favore delle imprese del Sud. Non ci può essere, ora, una presunta eccezione nordista. Meno tasse, non paghi Pantalone, e l’Alitalia o si regge o si cede.

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