ALERT A WALL STREET, MA APERTURA NON PESSIMA

15 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Avvio di seduta in forte calo per il mercato azionario americano (controlla la performance in tempo reale). Il crollo di Lehman Brothers (-92% nei primi minuti) dopo che la piu’ piccola delle banche d’affari Usa ha avviato la procedura di amministrazione controllata, ha innescato un’ondata di vendite che sta interessando i mercati mondiali.

Il presidente Usa George Bush ha annunciato che parlera’ della crisi sui mercati finanziari, verso le 11:15 ora di Washington.

Ma secondo molti operatori Wall Street ha aperto molto meglio rispetto ai crolli dei mercati europei, e potrebbe anche tentare di riprendersi nel corso della seduta. Oggi avrebbero dovuto essere testati in apertura, secondo logica, i minimi dello scorso luglio, cioe’ quota 1214 dello S&P500. Invece non e’ accaduto. La capacita’ della borsa Usa di rimanere al di sopra dei minimi, segnalerebbe probabilmente un bottom, secondo alcuni analisti. Da notare che il titolo Merrill Lynch e’ stato acquistato a $29 da Bank of America, un premio di oltre il 70% rispetto alla chiusura di venerdi’. Merrill Lynch (MER) avanza nella prima mezz’ora di contrattazioni +30%.

A causa della terribile crisi all’interno del comparto finanziario gli operatori scommettono su un taglio di emergenza del costo del denaro da parte della Federal Reserve nella riunione di domani del Fomc, per permettere al mercato di ammortizzare meglio il duro colpo di queste ultime ore. Le possibilita’ di assistere ad un abbassamento dei fed funds sono schizzate al 78%, lo scorso venerdi’ erano appena al 12%.

Non e’ riuscito nel weekend il tentativo estremo di Lehman Brothers di raggiungere un accordo con alcune istituzioni finanziarie per essere rilevata, soprattutto dopo aver trovato un muro alla richiesta d’intervento da parte di Washington. “Il Tesoro e la Fed hanno determinato che il mercato deve adattarsi alla situazione. Se ogni volta che un grosso istituto fallisce interviene il governo non sarebbe possibile assistere alla necessaria fase di normalizzazione” dichiara Gilbert Schwartz, ex legale della Federal Reserve ed ora partner di Schwartz & Ballen in Washington. “Ci sara’ senza dubbio del caos a cui fara’ seguito un processo di accomodamento in parallelo ad una distribuzione delle perdite all’interno dei mercati”.

Il titolo LEH arretra -92% a una manciata di centesimi, 24 mila dipendenti rischiano il posto di lavoro, di cui 6000 in Europa e 140 in Italia, di cui 120 operativi su Milano e i restanti 20 su Roma. In forte ribasso UBS (-17%), che ha annunciato ulteriori svalutazioni per $5 miliardi (e’ la banca europea piu’ esposta alla crisi), Washington Mutual (-18%) e il colosso assicurativo American International Group (-38%), numero 1 del comparto assicurazioni in America: alcuni analisti hanno espresso forti timori su AIG, che potrebbe riportare drastiche perdite a causa dell’enorme esposizione sui mutui “avariati”. La compagnia si e’ gia’ rivolta alla Fed per ricevere un maxi prestito di $40 miliardi. Ma dovrebbe avere, secondo logica, un no netto dalle autorita’ Usa.

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“In tanti sostengono che il weekend appena terminato segnala finalmente la conclusione della crisi finanziaria a livello globale” ha affermato Richard Bernstein, chief investment strategist di Merrill Lynch. “Noi riteniamo tuttavia che il settore stia per entrare solo ora in una fase di consolidamento che richiedera’ ancora del tempo prima di assistere ad un graduale recupero”. Intanto e’ proprio Merrill Lynch (MER) ad avanzare in mattinata (+35%) dopo essere riuscita nel weekend a concludere l’accordo con Bank of America: sara’ rilevata ad un prezzo pari a $50 miliardi.

In tale clima di paura e incertezza, gli operatori stanno abbandonando temporaneamente gli investimenti sul comparto azionario per concentrarsi su Titoli di Stato Usa e oro (bene rifugio per eccellenza). Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ piombato al 3.52% dal 3.73% dello scorso venerdi’. Il metallo prezioso e’ avanzato a $776.80 (+$12.30) l’oncia.

Brusco scivolone del petrolio. Nei minuti iniziali i futures con consegna ottobre segnano un ribasso di $5.66 a $95.52 al barile. Il passaggio dell’uragano Ike ha recato gravi danni alle abitazioni del Texas ma non ha comportato complicazioni alle raffinerie chiave del Golfo del Messico. Sul valutario, l’euro e’ in lieve calo nei confronti del dollaro a 1.4201.

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