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Spielberg lascia la California e si trasferisce a New York. Tutta colpa della nuova tassa sulla ricchezza?

Anche Steven Spielberg lascia la California per trasferirsi a New York, riaccendendo il dibattito sulla proposta di una tassa patrimoniale destinata ai miliardari dello Stato più popoloso degli Usa. Il celebre regista, tra i più influenti e premiati nella storia del cinema americano, ha ufficialmente spostato la propria residenza a Manhattan insieme alla moglie Kate Capshaw all’inizio del 2026, secondo quanto riportato dal Los Angeles Times.

Spielberg: cambio di residenza e nuovo ufficio a New York

Steven Spielberg e la moglie risultano residenti a New York dal 1° gennaio scorso. La coppia si è trasferita in un appartamento al San Remo, storico edificio affacciato su Central Park West che in passato ha ospitato numerose celebrità. La stessa data coincide con un altro passaggio significativo: l’apertura di un ufficio newyorkese di Amblin Entertainment, la casa di produzione fondata dal regista. Una mossa che segna, almeno simbolicamente, un parziale allontanamento da Hollywood, pur considerando che Spielberg possiede immobili sia sulla costa Est sia su quella Ovest da diversi decenni.

La proposta di una tassa sulla ricchezza in California

Il tempismo del trasferimento ha inevitabilmente alimentato speculazioni. In California è infatti in discussione una proposta di tassa straordinaria del 5% sui patrimoni superiori a 1 miliardo di dollari. La misura, sostenuta dal sindacato Service Employees International Union–United Healthcare Workers West, non è ancora stata ammessa al voto referendario, ma prevede – se approvata – l’entrata in vigore dal 2027.

Un aspetto centrale della proposta riguarda la platea interessata: chi risultasse residente in California al 1° gennaio 2026 sarebbe potenzialmente soggetto al prelievo. Il pagamento potrebbe essere dilazionato in cinque anni, con costi aggiuntivi. Con un patrimonio stimato da Forbes in circa 7,1 miliardi di dollari, Spielberg rientrerebbe pienamente nella categoria dei contribuenti coinvolti. Applicando l’aliquota del 5%, l’esborso teorico potrebbe aggirarsi intorno ai 355 milioni di dollari.

Il rappresentante del regista ha però escluso qualsiasi collegamento tra il trasferimento e la possibile tassa. La decisione, ha spiegato il portavoce al Los Angeles Times, sarebbe stata pianificata da tempo e motivata esclusivamente dal desiderio della coppia di vivere più vicino ai figli e ai nipoti residenti a New York. Nessun commento, invece, sulla posizione personale di Spielberg rispetto all’iniziativa fiscale.

Il nodo della residenza fiscale

Se la proposta dovesse essere approvata dagli elettori, resterebbe comunque aperta una questione tecnica rilevante: stabilire chi possa essere considerato residente fiscale in California. L’autorità tributaria statale, il Franchise Tax Board, valuta una serie di criteri: registrazione al voto, tempo trascorso nello Stato, patente di guida, immatricolazione dei veicoli, luogo di residenza di coniuge e figli, oltre a legami sociali come l’appartenenza a club o istituzioni religiose.

In presenza di patrimoni elevati e interessi distribuiti su più Stati, la determinazione della residenza può diventare complessa e potenzialmente oggetto di contenzioso.

Una battaglia politica più ampia

La vicenda si inserisce in un confronto più ampio sulla tassazione dei grandi patrimoni negli Stati Uniti. Esponenti dell’area progressista, come il senatore Bernie Sanders, hanno rilanciato negli ultimi anni proposte di prelievo sui miliardari, sostenendo la necessità di ridurre le disuguaglianze e finanziare programmi sociali.
Al tempo stesso, diversi esponenti repubblicani hanno tentato di bloccare iniziative simili, sostenendo che misure di questo tipo rischino di incentivare la fuga di capitali e contribuenti facoltosi verso Stati con fiscalità più favorevole.

Il trasferimento di figure di alto profilo, come Spielberg, finisce così per assumere un valore simbolico in un dibattito che intreccia politica fiscale, competitività tra Stati e mobilità dei grandi patrimoni.

Hollywood, New York e la geografia della ricchezza

Spielberg, nato in Ohio e formatosi professionalmente in California dopo l’esperienza alla California State University, Long Beach e il contratto con Universal Studios, ha legato la propria carriera a Hollywood con film iconici come Schindler’s List, Jaws, Jurassic Park, la saga di Indiana Jones, Saving Private Ryan e Catch Me If You Can. Il suo eventuale distacco dalla California, anche solo sul piano anagrafico, si inserisce in una tendenza osservata negli ultimi anni: imprenditori e investitori che valutano con attenzione la pressione fiscale e il contesto normativo prima di scegliere dove stabilire la propria residenza.

Resta da vedere se la proposta della tassa sulla ricchezza californiana arriverà effettivamente al voto e, in caso positivo, quali effetti produrrà sui grandi patrimoni. Nel frattempo, il caso Spielberg dimostra quanto le scelte personali di figure di primo piano possano intrecciarsi con dinamiche fiscali e politiche di portata nazionale.