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Marina Rizzotto porta BHHS di Buffett a Torino: l’immobiliare di lusso accelera a Nord-Ovest

Con l’apertura della nuova sede torinese Palazzo Estate, affiliato di Berkshire Hathaway HomeServices, il network internazionale di intermediazione del lusso fondato da Warren Buffett, rafforza la propria presenza in Italia. Dopo Milano, Como, Cernobbio, Stresa e Marina di Pietrasanta, sotto la guida di Marina Rizzotto, BHHS | Palazzo Estate guarda ora al Nord-Ovest con un progetto ambizioso che coinvolge Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria.

In questa intervista esclusiva, la Founder & CEO di BHHS | Palazzo Estate racconta le prospettive del mercato immobiliare di pregio in Italia, il ruolo degli investitori internazionali e la visione strategica per i prossimi anni.

L’apertura a Torino copre un vasto territorio con potenziale in “hotellerie” e “wine&resort”. Oltre alle dimore storiche, quali tipologie di investimento a lungo termine vedete come le più promettenti nell’area del Nord-Ovest e come BHHS | Palazzo Estate intende far fruttare su queste opportunità, soprattutto per gli investitori statunitensi?

“Il Nord-Ovest – con Torino e il Piemonte – offre oggi un raro mix di accessibilità dei valori e indicatori di crescita, ideale per operazioni di fascia alta. C’è tanto valore ancora a un prezzo molto accessibile. Un mix esplosivo e molto attraente.
Nel 2024 il Piemonte ha registrato 6,28 milioni di arrivi e 16,89 milioni di presenze (rispettivamente +3,6% e +4,1% sul 2023), con una componente internazionale in accelerazione (USA +12% sugli arrivi); nell’area Langhe–Monferrato–Roero gli arrivi sono cresciuti di +4% e le presenze di +5,1%. Quindi cresce l’appeal del territorio anche verso l’estero. In questo contesto, gli investimenti più affascinanti sono rappresentati sia da resort con vigneto e country estate sia da progetti di hospitality mentre, in città, appartamenti in centro città con piani di riqualificazione e cambio d’uso.
Il nostro ruolo è trasformare l’interesse in risultati: ricerca mirata degli asset, due diligence legale, tecnica, fiscale, strutturazione del business plan e presidio post-closing. Per gli investitori statunitensi mettiamo a disposizione un’assistenza end-to-end in modo da accelerare l’esecuzione e mitigare i rischi. Ci occupiamo, cioè, anche di pratiche amministrative, banking, interpretariato e traduzione di documenti fondamentali.”

BHHS è un brand sinonimo di fiducia, nato dal colosso di Warren Buffett. Quanto è fondamentale questa reputazione di solidità e affidabilità per attrarre l’investitore HNWI e UHNWI (clienti ad altissimo patrimonio netto) in Italia? In che modo questo si traduce in un vantaggio competitivo concreto rispetto ai competitor locali?

“Berkshire Hathaway HomeServices è uno dei network immobiliari più solidi e prestigiosi al mondo, con oltre 50.000 professionisti e quasi 1.500 sedi distribuite in 4 continenti e 13 Paesi. Il marchio, tra i top 5 per affidabilità al pari di Apple, Microsoft e Amazon, è molto apprezzato e riconosciuto dagli americani alto spendenti che, con quasi il 30%, rappresentano la parte più consistente della domanda per immobili in Italia tra gli investitori stranieri.
La reputazione di Berkshire Hathaway HomeServices è un catalizzatore: riduce l’asimmetria informativa per l’investitore internazionale e rende più semplice e sicuro operare in un Paese diverso dal proprio. La differenza si vede nelle aspettative del cliente e nelle richieste di esecuzione: selezione e property finding su misura, gestione integrale del processo fino al rogito e oltre, riservatezza nelle trattative. I clienti sanno quale livello di alto servizio, cura, confidenzialità e capacità di risolvere i problemi aspettarsi. E non rimangono delusi.
E il passa parola ci porta nuovi clienti.
Facciamo molto e ad alto livello. Supportiamo venditori e acquirenti con home staging, consulenza legale e tecnica, traduzioni, volture e un postvendita dedicato. Con la BHHS Palazzo Estate Academy investiamo nella formazione continua dei nostri agenti: competenze aggiornate significano esecuzione impeccabile e minore rischio per i nostri clienti.”

State portando avanti un programma di crescita rapidissimo con Stresa, Milano, Como, Cernobbio, Marina di Pietrasanta e ora Torino. Qual è la vostra visione a lungo termine per l’Italia? Quali sono le prossime tappe geografiche o segmenti di mercato che prevedete di esplorare nell’ambito di questo ambizioso piano?

“La nostra logica è chiara: seguiamo la domanda più esigente e presidiamo le aree di interesse dei nostri clienti. Dopo l’apertura di BHHS | Palazzo Estate Piedmont in Torino, continueremo a espanderci nei territori che mostrano una domanda internazionale solida e pipeline di progetti nel residenziale e nell’hospitality. Il Piemonte, la Valle d’Aosta e anche la Liguria hanno ancora delle perle da valorizzare ed è questo anche il nostro ruolo.
I segnali che riceviamo sul 2026 mostrano un’attenzione crescente degli investitori internazionali sull’Italia: l’asse Nord‑Ovest rimane fondamentale e vogliamo ampliare la nostra offerta di destinazioni d’arte e di villeggiatura, con l’obiettivo di offrire alla nostra clientela una copertura capillare ma selettiva delle migliori opportunità. Le prossime aperture sono previste a Firenze e provincia.”

Lei ha parlato di prezzi ancora accessibili in alcune aree del Nord-Ovest, ma con un forte potenziale di crescita. Quali sono le due tendenze che vedremo emergere nel prossimo quinquennio nel mercato immobiliare di lusso italiano e quanto ritiene che l’attenzione alla sostenibilità e alla riqualificazione degli immobili storici sarà un driver chiave per gli investitori?

“Vediamo due direttrici chiare: la prima nella riqualificazione sostenibile del patrimonio con progetti su dimore storiche e strutture ricettive che uniscono efficienza energetica, benessere e tutela dell’identità architettonica; la seconda nell’hospitality-living di fascia alta, ovvero asset ibridi, come resort, boutique hotel, branded residences, capaci di intercettare la domanda per spazi generosi, privacy, wellness e natura.
Nel Nord-Ovest cresce anche la leva del cambio d’uso di immobili sottoutilizzati, come gli ex uffici e spazi direzionali, in residenze di pregio o ricettivo a basso impatto, con standard energetici elevati: un approccio che valorizza lo stock esistente accorcia il tempo di immissione sul mercato. E questo risponde alla domanda di clienti alto-spendenti per soluzioni “ready-to-use” con property management, concierge e servizi wellness.
Per gli investitori esteri restano determinanti la connettività, l’accesso a servizi territoriali di qualità e la filiera del vino, fattori che sostengono la tenuta dei valori e la sostenibilità degli investimenti nel medio-lungo periodo.”