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Private banking: 168 miliardi investiti nell’economia reale italiana. I numeri di Aipb e Intermonte

Il Private Banking gioca oggi un ruolo strategico fondamentale per l’economia reale italiana. Non si tratta solo di gestione patrimoniale per famiglie facoltose, ma di un vero e proprio motore di sviluppo: grazie alla capacità di convogliare il risparmio privato verso investimenti produttivi, il settore funge da ponte tra famiglie e imprese, sostenendo la competitività delle PMI e favorendo progetti innovativi a lungo termine.

Questo tema è stato al centro dell’evento “Private Banking: il ruolo del risparmio privato per la crescita del Paese”, organizzato da AIPB in collaborazione con Intermonte e il Politecnico di Milano. Durante la mattinata è stato presentato l’VIII Quaderno di Ricerca Intermonte, che evidenzia come il segmento Private abbia incrementato del 39% gli investimenti nell’economia reale italiana, confermandosi un attore chiave nel finanziamento delle imprese.

Come funziona il Private Banking nella pratica

Il Private Banking supporta gli imprenditori nelle strategie di lungo periodo e guida gli investitori nelle scelte patrimoniali. Circa il 23% dei clienti Private, responsabili del 30% degli AuM, sono imprenditori alla guida di piccole aziende. La relazione con il private banker si basa su fiducia (97%), continuità (durata media 11 anni) e intensità (14 incontri annui), con un impatto positivo anche sulla cultura finanziaria: l’81% degli imprenditori riconosce un incremento delle competenze grazie al proprio private banker.

Dal lato degli investimenti, i clienti Private hanno destinato 1.095 miliardi di euro, con liquidità contenuta e una quota azionaria superiore alla media delle famiglie. A fine 2024, lo stock investito nell’economia reale italiana dal segmento ammonta a 168 miliardi, in crescita del 39% rispetto al 2018, tra investimenti diretti e indiretti. Nel mercato non quotato, quasi l’intero investimento privato (11 miliardi) è concentrato nei portafogli Private.

L’evento e i protagonisti

L’incontro si è aperto con l’intervento di Andrea Ragaini, Presidente AIPB, seguito dal saluto istituzionale di Federico Freni, Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Guglielmo Manetti, AD di Intermonte, e Giancarlo Giudici, Professore al Politecnico di Milano, hanno presentato i risultati della ricerca.

Una tavola rotonda ha approfondito strumenti e prospettive per sostenere l’economia italiana, con la partecipazione di Angelo Viganò (Mediobanca), Ugo Loeser (Arca Fondi SGR) e Alessandro Melzi D’Eril (Anima Holding e Anima SGR).

Federico Freni ha sottolineato che il Private Banking è cruciale per le PMI, la spina dorsale del sistema produttivo italiano, e che occorre incentivare l’intercambiabilità tra risparmio privato e mercato regolamentato per offrire nuove opportunità di sviluppo.

Andrea Ragaini ha evidenziato come il Private Banking possa trasformare il risparmio privato in leva di crescita, generando ritorni per le famiglie e sostenendo le imprese grazie a strumenti innovativi di finanziamento di lungo periodo. Guglielmo Manetti ha spiegato che un mercato dei capitali efficiente è essenziale per convogliare il risparmio verso progetti di lungo termine. Strumenti come il Fondo Nazionale Strategico e i PIR hanno già dimostrato il loro potenziale nell’attrarre capitali pazienti verso le PMI e le mid-small caps.

L’Italia e la sfida europea

A livello internazionale, le prospettive di crescita appaiono caute negli Stati Uniti e più stabili in Europa. Tuttavia, per rilanciare la competitività, l’Europa dovrebbe destinare circa 800 miliardi di euro all’anno a ricerca, innovazione e sviluppo, secondo il Rapporto Draghi. L’Italia è chiamata a cogliere questa opportunità, rafforzando modelli economici più orientati alla crescita e sfruttando strumenti di finanziamento di lungo periodo.

Le difficoltà delle imprese italiane

Le PMI italiane affrontano sfide importanti. Solo l’8% degli imprenditori prevede una crescita significativa nei prossimi tre anni, mentre la pianificazione resta prevalentemente annuale. I fattori principali di crescita restano la gestione efficiente delle risorse e il controllo dei costi (50%), mentre innovazione (22%) e operazioni straordinarie (6%) hanno un ruolo limitato.

Il finanziamento dipende soprattutto da credito bancario (39%) e autofinanziamento (44%), con una scarsa conoscenza di strumenti evoluti come private equity, venture capital e mini-bond. Qui il Private Banking può intervenire come facilitatore dell’accesso a soluzioni più avanzate.

Le proposte di AIPB

Il Quaderno di Ricerca Intermonte conferma come il Private Banking sia il segmento più efficace nel trasformare il risparmio in investimenti produttivi. AIPB propone tre direttrici principali:

  • Incrementare l’esposizione a strumenti produttivi, come equity e private market, attraverso consulenza evoluta.
  • Facilitare l’incontro tra famiglie e imprese, superando la dipendenza dal solo credito bancario e convogliando risorse verso PMI e aziende innovative.
  • Sviluppare il mercato dei capitali, creando strumenti liquidi e attrattivi per investimenti di lungo periodo.
  • PIR alternativi ed ELTIF, insieme a incentivi fiscali mirati, possono favorire la permanenza del capitale nelle imprese, permettendo al Private Banking di svolgere appieno il proprio ruolo di motore della crescita italiana ed europea.