19 SOCIETA’ ITALIANE NELLA ‘BLACK LIST. MILANO +21% NEL 2009’

4 Gennaio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Sono 19 le societa’ quotate nella cosiddetta ‘black list’cui Consob chiede la diffusione di dati mensili mentre 20 sono nella lista ‘grigia’.

Queste ultime, pur non presentando uno stato di crisi aziendale conclamata, su richiesta dell’Autorita’ sono tenute a intensificare l’informativa trimestrale.

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Piazza Affari recupera il 21% da fine 2008

Piazza Affari ha recuperato il 21% dalla fine del 2008. L’indice Ftse Italia Storico è risalito addirittura del 74% rispetto ai minimi segnati a marzo. La capitalizzazione complessiva delle società nazionali quotate è così risultata di 459 miliardi di euro, pari al 30,4% del Pil (era 375 miliardi e al 23,8% del Pil a fine 2008). E’ il bilancio di fine anno di Borsa Italiana.

Più nel dettaglio, nel 2009 sono stati raccolti 18,7 miliardi di euro da parte di società già quotate o di nuova ammissione a piazza Affari, grazie a 28 operazioni di aumento di capitale con una raccolta di 18,6 miliardi di euro. E’ il valore più elevato dal 2000. La parte del leone l’ha fatta Enel con una ricapitalizzazione da 8 miliardi, seconda di sempre per dimensione.

E’ risultata invece Unicredit l’azione più trattata nel 2009. Più di un contratto su dieci sul listino azionario ha infatti avuto come oggetto i titoli dell’istituto guidato da Alessandro Profumo. In termini di controvalore sono stati trattati 123,6 miliardi (18,4% del totale) di titoli Unicredit, mentre i contratti sono stati 6,6 milioni (10,3% del totale).

Complessivamente durante quest’anno sono stati scambiati sul listino milanese 672 miliardi di euro in 63,8 milioni di contratti. La media giornaliera è stata di 2,7 miliardi di euro e 252mila contratti. Tuttavia è scesa la dimensione media delle operazioni sul mercato azionario italiano: il contratto medio del 2009 vale 10.538 euro a fronte dei 14.852 euro dello scorso anno.

Il massimo giornaliero degli scambi è stato raggiunto giovedì 24 settembre con 5,5 miliardi di euro scambiati, mentre giovedì 7 maggio è stato segnato il top in termini di contratti con 506.951. Settembre è risultato il mese più liquido, con una media giornaliera di 3,9 miliardi di euro di controvalore.

Sette invece le società che si sono quotate sui mercati di Borsa Italiana attraverso Ipo (Initial public offering). In particolare, quattro hanno avuto luogo su Aim Italia, il nuovo mercato dedicato alle piccole e medie imprese. La raccolta totale di capitale in fase di collocamento è stata di 160 milioni di euro. Le 12 opa nel 2009 sono state invece pari in controvalore a 700 milioni di euro.

Così l’anno si è chiuso con 322 società quotate sui mercati di Borsa Italiana, 296 al netto delle 36 società del segmento Mta International. Nel corso dell’anno 8 società in totale hanno avviato le negoziazioni: una, Yoox, sul mercato azionario (segmento Star), 5 sul mercato Aim Italia e 2 sul Mac. Invece le società revocate sono state 12, in calo rispetto alle 18 del 2008 e alle 16 del 2007.

Nello specifico, sono 73 le società quotate sul segmento Blue Chip, 73 sul segmento Star, 134 sul segmento Standard e 5 Investment company. Sull’Aim Italia ci sono 5 società, mentre sul Mac sono 6. Sul segmento Star l’ammissione di Yoox è avvenuta con offerta pubblica iniziale (Ipo), con collocamento del 50,1% del capitale. Sull’Aim Italia le ammissioni sono avvenute in quattro casi con Ipo e uno per flottante già esistente.

”Il ruolo del capitale di rischio è uscito rafforzato dalla recente crisi”, ha sottolineato Massimo Capuano, amministratore delegato di Borsa Italiana, nel commentare l’andamento nel 2009 dei mercati gestiti dalla società. Una crisi, ha spiegato, che ha mostrato i limiti di un eccesso di indebitamento “e che ci ha consegnato uno scenario dove il costo del debito sarà più elevato e la sua disponibilità più selettiva”.

In tale contesto le imprese hanno accresciuto il loro ricorso al mercato dei capitali. Nel corso del 2009 gli aumenti di capitale delle società italiane quotate hanno infatti segnato il valore più elevato degli ultimi 10 anni, con 17 miliardi di euro raccolti. I due terzi di tali risorse sono andati a finanziare società non finanziarie e quasi 650 milioni hanno consentito a imprese di piccole e medie dimensioni dei servizi e dell’industria di raccogliere nuovocapitale di rischio e riequilibrare il proprio passivo.

”Nel 2009″, ha ripreso Capuano, “Borsa Italiana ha continuato nell’impegno di mantenere i suoi prodotti e i suoi servizi costantemente in linea con le esigenze sempre più complesse di tutti i partecipanti al mercato. Molte delle iniziative sono andate nella direzione di valorizzare gli asset del mercato italiano attraverso la massimizzazione dei benefici derivanti dall’appartenenza al London Stock Exchange Group”.

A questo punto, le imprese che riusciranno a superare questa crisi così profonda e che vorranno realizzare delle strategie di crescita nei prossimi anni dovranno operare con strutture finanziarie caratterizzate da un maggior peso del capitale di rischio. In questo contesto “i mercati azionari saranno quindi chiamati a dare un sostegno significativo”, ha aggiunto il presidente di Borsa Italiana, Angelo Tantazzi, secondo cui le prospettive di crescita dell’Italia e delle economie dei principali Paesi avanzati restano però modeste ed esposte alle incertezze legate al riassorbimento delle politiche di sostegno economico.