100.000 ITALIANI BRUCIATI DAI BOND LEHMAN BROTHERS

24 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

I risparmiatori italiani che hanno nel loro portafoglio investimenti in titoli legati alla Lehman sono “oltre 100.000”. E’ quanto calcola l’Adusbef che punta il dito contro Unicredit e Intesa “che hanno emesso obbligazioni Lehman per 3,2 miliardi di euro” nonostante “la situazione pre-fallimentare fosse sotto gli occhi di tutti”. Le stesse banche – sempre secondo il presidente dell’Adusbef Elio Lannutti – “hanno spinto polizze Index e Unit Linked infarcite di Lehman Brothers”.

Adusbef avvierà – annuncia l’associazione dei consumatori in una nota – anche un’azione civile contro le banche e le colluse autorità vigilanti per l’ennesimo episodio di risparmio tradito. Stimiamo che tra i bond e le polizze, piazzate dalle assicurazioni e dalle banche negli sportelli bancari, i risparmiatori coinvolti nei titoli Lehman, diventati carta straccia, possono superare il numero di 100.000″.

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Ecco il comunicato stampa integrale di Adusbef:

CRACK LEHMAN: NEL SILENZIO DI BANKITALIA, MINISTERO DELL’ECONOMIA, AUTORITA’ VIGILANTI E NELLA PESANTE CENSURA PREVENTIVA DELLE BANCHE COINVOLTE, ADUSBEF INFORMA CHE HVB AG (UNICREDIT) E BANCA IMI-SAN PAOLO (INTESA) HANNO ACCOMPAGNATO SUI MERCATI OBBLIGAZIONI LEHMAN PER 3,2 MILIARDI DI EURO, SCADENZA DAL 3.11.2008 FINO AL 16.1.2014. UNICREDIT BANCA MOBILIARE CO-LEAD MANAGER COLLOCAMENTO DEI BOND. ADUSBEF HA INVIATO ESPOSTI ALLE PROCURE.

Mentre il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, continua a rassicurare i risparmiatori ed i mercati in merito alla tranquillità delle banche italiane “affatto coinvolte” nella tempesta finanziaria, dai sub-prime al crack del secolo di 640 miliardi di dollari, mentre il ministro dell’Economia, che pur avrebbe il dovere di informare il mercato ed i risparmiatori tace, così come distratte autorità vigilanti colluse con le banche di affari, Adusbef informa che Unicredit Banca Mobiliare spa è stata co-lead manager nel collocamento di bond Lehman per un controvalore superiore a 3 miliardi di euro.

Inoltre, HVB AG (Gruppo Unicredit) e Banca Imi San Paolo (Gruppo Intesa), hanno accompagnato sui mercati, 5 obbligazioni Lehman Brothers, per un valore complessivo di 3,2 miliardi di euro, che non si sa dove siano andati a finire e che presumibilmente sono finite anche nelle tasche dei risparmiatori italiani.

Obbligazioni quinquennali a tasso variabile per 300 milioni di euro, emesse il 3.11.2003, scadenza 3.11.2008, avevano un rendimento dello 0,30% in più del tasso euribor a tre mesi, erano state collocate nel novembre 2003 con market maker le banche HVB AG (Gruppo Unicredit) e Banca Imi San Paolo (Gruppo Intesa); 400 milioni di bond collocate il 21.5.2004 scadenza il 21 5 2009; 650 milioni di euro, collocate con analoghe modalità il 9-11-2004, scadenza 9.11.2009, entrambe con rendimento 0,25 più dell’euribor a tre mesi; il 5.4.2004 venivano emessi bond per 850 milioni di euro, scadenza 5.4.2001, rendimento euribor + 0,35 con cedola trimestrale; ultima emissione al tasso fisso del 4,75% il 16.1.2004, scadenza 16.1.20014, per un controvalore di 1 miliardo di euro.

Tre su cinque di questi titolo sono stati nel paniere di “Patti Chiari” tra le obbligazioni a basso rischio sino al 15 settembre scorso, quando sono usciti per la grottesca motivazione – si legge testualmente sul sito – Titolo uscito per incremento siginificativo di rischiosità! L’incremento significativo di rischiosità per l’Abi, arriva dopo il fallimento di Lehman Brothers, la cui notizia aveva fatto il giro del mondo!

Le due maggiori banche italiane UNICREDIT e INTESA SAN PAOLO, attraverso la loro vasta rete, hanno ancora una volta appioppato ai malcapitati risparmiatori-clienti titoli della banca d’affari americana per conto dei due incaricati: Banca IMI S.p.A. (Gruppo Intesa Sanpaolo) — HVB AG (Gruppo UniCredit).

In un mercato globale, dove si infarciscono di prodotti bidone obbligazioni strutturate e si piazzano bond bancari, perfino ai fondi pensione la cui tracciabilità è impossibile perfino agli “ingegneri strutturatori”, c’è ancora qualcuno disposto a credere alla frottola draghesca dell’immunità per le banche, le assicurazioni e gli operatori finanziari e postali italiani?
Adusbef in merito al fallimento annunciato di Lehman Brothers e del coinvolgimento pesante anche delle banche italiane, ha inviato un esposto denuncia alle Procure della Repubblica di Roma e di Milano, chiedendo di accertare fatti ed accadimenti, compresa l’omessa vigilanza di Bankitalia e del Governatore Draghi, che ha impiegato solo 12 mesi a comprendere la gravità di una delle più gravi crisi finanziarie di tutti i tempi.