Zaia: sfiducia Bossi su caso Spqr sarà prova del nove della maggioranza

30 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Il Governatore del Veneto Luca Zaia, ex ministro del Governo Berlusconi, vede nel voto sulla mozione di sfiducia al ministro Bossi per le sue affermazioni su Roma presentata alla Camera dalle opposizione il banco di prova sulla tenuta della maggioranza di Governo, uscita dal voto di fiducia di Montecitorio.

“Il banco di prova sarà subito il primo provvedimento nella speranza che le nostre previsioni di un’agonia trascinata nel tempo non si avverino. La Lega non starà lì ad annacquare o annientare le sue proposte per il Federalismo”, dice Zaia.

Per il Governatore veneto, infatti, la mozione di sfiducia a Bossi, “potrebbe essere il primo provvedimento sul quale si valuterà la maggioranza. Rispetto a Bossi è stato chiarito che è stata una battuta. Il Senatur non ha bisogno di avvocati difensori. La Lega non ce l’ha con i cittadini di Roma o del Sud.
Ha sicuramente da ridire sul concetto dei palazzi romani che spesso fanno danni non solo al Nord ma anche ai romani e al Sud”.

Quanto alla possibilità di tenuta del Governo Berlusconi e l’eventualità di elezionui anticipate a marzo, “auspico – risponde Zaia- che gli impegni presi si traducano in progetti altrimenti sarà un fallimento. Il tempo sarà galantuomo come lo saranno i voti in Parlamento. Auspico, come tutti i cittadini, che il voto che abbiamo e ho dato a questa compagine si traduca in progetti visti gli impegni presi dalla maggioranza, altrimenti sarebbe un fallimentoLa Lega non starà lì ad annacquare o annientare le sue proposte per il FederalismoOggi abbiamo a che fare con una maggioranza variegata dove Fli e Lombardo sono determinanti. La Lega è però coerente con l’impegno preso con i cittadini ma siamo coscienti che la strada è impervia”.

Proprio Umberto Bossi oggi afferma che il governo “va avanti”, ma avverte: “Ora non si può più sbagliare o si va al voto. L’hanno capito tutti, anche i finiani”.

Ai cronisti che insistono però sui dubbi della Lega, cui ha dato voce Roberto Maroni, con la prospettiva di un voto a marzo, Bossi replica: “Il governo o saltava adesso o non saltava più”. Certo, “a marzo è già più probabile, ma adesso non bisogna parlare di marzo. Adesso andiamo avanti pensando alle cose che deve fare il governo”.

Quanto ai retroscena che palano di un’intesa tra lo stesso Bossi e Silvio Berlusconi per votare a marzo, Bossi accusa la stampa: “Siete voi che inventate la realtà, non siete più cronisti della realtà ma la volete inventare voi”.