Wto, Usa: Ingresso della Russia, sabato il sì

13 Novembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Gli Stati Uniti dovrebbero dare il via libera all’ingresso della Russia nel Wto, l’Organizzazione del commercio mondiale, la prossima settimana, nell’incontro che i presidenti Vladimir Putin e George W. Bush hanno in programma il prossimo 18 novembre a Hanoi a margine del vertice Asean. Lo accenna due giorni fa durante una visita a Pechino il ministro dell’Economia, German Grief, e lo conferma ieri il presidente della Confindustria russa, Aleksander Shokin.
“Le probabilità di raggiungere l’obiettivo sono molto alte”, afferma Shokin all’agenzia Itar-Tass, confermando quanto scritto ieri dal quotidiano Kommersant, che cita fonti del Cremlino. “Le controversie residue – sottolinea il presidente degli industriali russi – non erano gravi e ritengo siano state superate nei negoziati”.
Una certa cautela resta d’obbligo: nel luglio scorso, alla vigilia del vertice dei G8 di San Pietroburgo, i media moscoviti dànno per sicura la firma dell’accordo sul Wto nei colloqui bilaterali fra Bush e Putin. Dagli Usa arriva però un’ennesima doccia fredda: restavano sul tavolo i problemi legati alla pirateria informatica, audio e video, un fenomeno che in Russia ha dimensioni industriali, nonché la querelle sull’importazione delle carni statunitensi e il protezionismo imposto da Mosca nel suo sistema bancario, per citare alcuni dei maggiori punti di dissenso. Putin reagisce con stizza all’ennesimo veto americano, affermando di non essere disposto “a entrare a tutti i costi” nel Wto e di essere pronto a “sospendere il rispetto unilaterale fin qui mantenuto nei confronti delle regole di un’organizzazione di cui non siamo parte”. Gli Stati Uniti sono il solo Paese con cui Mosca non abbia sottoscritto un accordo per l’accesso al Wto.
E’ di questi giorni la minaccia della Georgia, in guerra di nervi con il potente vicino, di fare marcia indietro sul via libera sottoscritto a suo tempo, ma gli analisti considerano la mossa difficilmente realizzabile, soprattutto alla luce di un eventuale semaforo verde americano.
Le trattative russo-americane per l’ingresso di Mosca nel Trattato vanno avanti da 13 anni e nei momenti di tensione il Cremlino accusa Washington di farne una leva di pressione politica.
L’adesione, d’altro canto, potrebbe offrire all’economia russa un trampolino analogo a quello ben sfruttato da Pechino, membro dal 2001. Anche l’economia globale avrebbe probabilmente molto da guadagnare dall’apertura di un mercato come quello russo, ricco di materie prime, ma ancora arretrato sul piano della produzione industriale.
d. r.