Wto: uno su due non conosce la sigla

27 Settembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

L’abbreviazione Wto (World Trade Organization), in italiano Organizzazione mondiale del commercio, è sconosciuta al 46 per cento dei cittadini russi, mentre il 21 per cento la conosce bene e il 27 per cento ne ha sentito parlare. Questi sono gli esiti di un recente sondaggio effettuato in 44 regioni della Russia dal fondo “Opinione sociale” su di un campione di 1.500 interpellati. Sul fatto che la Russia sia intenzionata a entrare a far parte della famosa organizzazione, poco più della metà degli interpellati, il 56 per cento, ne è al corrente, mentre il 29 per cento non ne ha nemmeno sentito parlare e il 27 per cento ha sentito qualcosa al proposito. In totale, il 29 per cento degli interpellati è convinto che l’entrata della Russia nella Wto porterà più benefici che svantaggi, mentre il 16 per cento si è dichiarato dell’opinione opposta. Il 55 per cento degli interpellati si è astenuto dal rispondere a questa precisa domanda. Come si sa, l’ultimo giro di consultazioni a proposito dell’eventuale entrata da parte della Russia nella Wto avrà luogo in ottobre e i russi a questo proposito si sono dimostrati abbastanza indifferenti. Solo il 14 per cento si è dichiarato favorevole, il 10 per cento contro, mentre la percentuale degli indifferenti è stata registrata al 50 per cento e il 26 per cento degli interpellati si è astenuto dal rispondere. Alla domanda perché la decisione dell’entrata della Russia nel Wto sia stata rimandata, la maggior parte degli interpellati ha risposto che la Russia attualmente non è pronta a rispettare le esigenze necessarie: “Siamo un Paese obsoleto”, “la nostra democrazia è debole”, “in Russia c’è il terrorismo”, “la nostra merce è di qualità scadente”, “aspettano che restituiamo i debiti”, sono state le risposte più comuni. A questo proposito va aggiunto che l’11 per cento pensa che dietro a questa decisione ci siano gli Stati Uniti, mentre secondo il 2 per cento degli interpellati la Russia viene temuta in qualità di pericoloso concorrente. La stessa percentuale di cittadini, il 2 per cento, ha inoltre dichiarato che nessuno ha fiducia nella Russia, dal momento che “in Russia tutto è basato solo sulle parole”. Intanto si apprende che se in precedenza i protagonisti del mercato russo di produzione alcoolica parlavano di un’imminente crisi del settore, adesso parlano direttamente di collasso avvenuto. L’altalena di leggi ha fatto sì che la Russia si trovasse in una situazione deficitaria per ciò che concerne le bevande alcooliche, sia nazionali che d’importazione. Come sottolineano i protagonisti del mercato, si tratta di un deficit che riguarda proprio la produzione alcoolica legale. L’anno in corso in Russia, è iniziato in modo non molto positivo per il mercato produttivo di vini e vodka.

tratto da italia.pravda.ru