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WTO: giorni critici per il commercio mondiale

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Le prossime due settimane di negoziati all’Organizzazione mondiale del commercio saranno “critiche”. Lo dichiara il primo ministro britannico, Tony Blair, secondo il quale è “molto, molto tardi” per arrivare a un accordo sul Doha Round, il giro di consultazioni avviate nella capitale del Qatar nel 2001 finalizzate alla liberalizzazione degli scambi a livello mondiale. “Adesso è molto, molto tardi per cercare di arrivare a un accordo e penso che le prossime due settimane saranno assolutamente critiche, in particolare a monte della riunione dei Paesi del G8” a San Pietroburgo in Russia a partire dal prossimo 15 luglio fino al 17 successivo, spiega il capo del Governo dello scacchiere britannico, nei giorni scorsi durante la tradizionale seduta settimanale di domande al primo ministro. Blair, tuttavia, aggiunge che si impegnerà a fare tutto il possibile per arrivare a un accordo più equo per i Paesi più poveri. “La prima cosa da fare – sottolinea – è assicurarci di arrivare a un accordo equilibrato, con degli aiuti in cambio dell’apertura commerciale, perché ciò è molto importante affinché i Paesi più poveri siano in grado di svolgere il loro ruolo correttamente se i mercati si aprono”. Parallelamente, la Gran Bretagna cercherà “di assicurare che gli altri Paesi si uniscano per cercare di arrivare a una situazione nella quale i mercati non saranno solamente più aperti in Europa, negli Stati Uniti e in Giappone, ma anche più liberi al livello dei settori non agricoli nei Paesi del G20, in particolare in Brasile e India, assicura Blair. La riunione del Wto di sabato scorso a Ginevra non conclude nulla, con la disputa di lunga data tra Paesi ricchi e poveri che sembra addirittura peggiorare. I sei principali attori del Wto (Unione europea, Stati Uniti, Brasile, India, Giappone e Australia) si mostrano di fatto ancora una volta incapaci di avanzare verso un compromesso sulla questione agricola. Intanto l’energia sarà il tema principale sul tavolo del prossimo vertice del G8. “Credo che il summit si concentrerà in modo particolare sul tema dell’energia, della sicurezza energetica e delle forniture – afferma il numero uno di Downing Street – le politiche energetiche sono una delle sfide più importanti che l’Europa deve affrontare oggi. Penso che sia l’Europa che il resto del mondo avvertano la necessità di una diversificazione delle fonti di energia – prosegue Blair – che ci garantisca la sicurezza energetica in un mondo di prezzi in crescita”. Ed al tema dell’energia è dedicato anche un recente studio del Governo britannico. Secondo alcuni quotidiani inglesi, il documento aprirebbe la strada a un maggior ricorso al nucleare da parte di Londra.